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Normativa e prassi

La Slovenia apre le porte alla seconda riforma fiscale

Il nuovo intervento segue quello predisposto nel 2004 per consentire l’ingresso nell’Unione europea

Tra le novità di rilievo la riduzione dell’aliquota di tassazione dei redditi societari che passerà progressivamente dal 25 al 20 per cento. In particolare è prevista una riduzione al 23 per cento per il 2007, al 22 per cento nel 2008, al 21 per cento nel 2009 e, infine, al 20 per cento dal 2010. Nel novembre 2006 la Slovenia ha implementato una nuova riforma fiscale dopo la prima del 2004, a suo tempo predisposta per poter entrare nell’Unione europea. Lo scopo del nuovo intervento è perseguire una ulteriore armonizzazione con la disciplina dell’Unione europea e garantire, nel contempo, una significativa crescita economica del Paese.

La riduzione del livello di tassazione
Tra le novità di maggior rilievo si segnala una riduzione dell'aliquota di tassazione dei redditi societari che passerà progressivamente dal 25 al 20 per cento. In particolare è prevista una riduzione al 23 per cento per il 2007, al 22 per cento nel 2008, al 21 per cento nel 2009 e, infine, al 20 per cento dal 2010. Lo stesso livello di tassazione troverà applicazione anche per le stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Un ulteriore intervento è stato operato sulle ritenute alla fonte sui flussi di reddito che sono passate dal 25 al 15 per cento. Dal 2005 la ritenuta alla fonte trova applicazione ai flussi di dividendi, interessi, canoni, noleggi e pagamenti fatti terzi soggetti in relazione a compensi per artisti e sportivi. Dal 2007, a fronte della riduzione di 10 punti percentuali, è stata prevista l’estensione della ritenuta a tutti i tipi di compensi pagati a società residenti in Stati in cui il livello di tassazione è inferiore al 12,5 per cento.

La direttiva madre-figlia
La recente riforma fiscale ha aggiornato anche il recepimento della direttiva madre figlia che troverà applicazione anche in caso di una partecipazione del 15 per cento fino alla fine del 2008 e del 10 per cento a partire dal 2009. Più in generale è stata estesa l’esenzione sui dividendi provenienti da un’altra società Ue. In particolare l’esenzione viene accordata a prescindere dal decorso di un periodo di detenzione e, analogamente a quanto accade in Italia, a prescindere da una soglia di partecipazione. Inoltre, è stata prevista l’esenzione sul 50 per cento della plusvalenza da vendita delle partecipazioni a patto che il venditore detenga almeno una quota dei diritti di voto dell’8 per cento per sei mesi e che in tale periodo di tempo occupi almeno una persona a tempo pieno. E’ invece esclusa qualsiasi esenzione relativamente a partecipazioni collocate in paradisi fiscali.

La definizione di stabile organizzazione
La riforma fiscale del 2004 aveva introdotto un concetto di stabile organizzazione in linea con quello contenuto nell’articolo 5 del Modello Ocse fatta eccezione per l’estensione del concetto di stabile organizzazione al caso della fornitura di servizi di management o di consulenza svolti per più di 90 giorni in un periodo di 12 mesi. Poiché tale estensione aveva ingenerato confusione tra gli operatori, la riforma del 2006 ha adeguato la definizione di stabile organizzazione al Modello Ocse eliminando quindi tale ipotesi. È interessante rilevare come la normativa interna contenga anche utili indicazioni in merito alle modalità di attribuzione dei profitti alla stabile organizzazione. In particolare è stato previsto che la stessa sia trattata come un soggetto indipendente. Sotto questo profilo si nota una piena rispondenza all’articolo 7 del Modello Ocse.

L’eliminazione della doppia imposizione
La normativa slovena ha introdotto una misura unilaterale di sgravio contro le doppie imposizioni costituito da un credito a fronte delle imposte pagate all'estero. Analogamente a quanto avviene in Italia, il credito non può superare il prelievo che sarebbe stato operato in Slovenia sul reddito in questione. Per beneficiare dello sgravio è necessario dimostrare di aver subìto il prelievo all’estero.

L'interpello
Tra le altre novità della riforma fiscale si segnala l’introduzione dell’istituto dell’interpello. Il contribuente potrà quindi comunicare per iscritto le attività o le operazioni che intende porre in essere con particolare attenzione allo scopo economico. L’Amministrazione è tenuta a rispondere entro sei mesi anche se la legge non ritiene il termine vincolante.
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