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Schede Paese

Libano

Riforme fiscali e ulteriori progetti di investimento per riequilibrare un’economia in difficoltà

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Il Libano, in lingua araba لبنان,  detto anche “il Paese dei cedri”, albero raffigurato nella bandiera nazionale, si estende su una superficie di 10.452 km². Dal punto di vista istituzionale è una Repubblica parlamentare. Il Libano è uno dei Paesi più piccoli del continente asiatico e gode di un clima tipicamente mediterraneo; è suddiviso in sei governatorati e la sua capitale è Beirut. Confina a nord e a est con la Siria, a sud con Israele e si affaccia a ovest sul mar Mediterraneo.

Aspetti geopolitici
Il Libano ha sempre rappresentato un collegamento strategico, economico e politico tra il mondo cristiano e quello islamico. Il Paese fu denominato  “la Svizzera del Medio-Oriente” per la sua forza finanziaria, sostenuta da un regime economico basato sul libero scambio principalmente volto alla fornitura di servizi bancari e finanziari e al turismo. Tuttavia, negli ultimi anni il Paese ha registrato un deciso declino economico che ha provocato una forte contrazione nel mercato dei capitali trascinando la lira libanese ai minimi registrati dalla fine degli anni 90.

Profilo economico
Fondando la propria economia sul sistema bancario e sui servizi, il Paese consuma più di quello che produce e il deficit delle partite correnti è balzato al 25% del Pil, dipendendo dalle importazioni estere di grano e carne e per oltre l’80% del totale del consumo di petrolio e derivati. Come emerge dal Rapporto del Fondo Monetario dell’ottobre 2019, la priorità del Paese dal punto di vista economico è l’attuazione di un sistema fiscale sostenibile volto a risollevare il rapporto debito pubblico/Pil unitamente a una serie di riforme strutturali e investimenti che possano agevolare la crescita economica del Libano.

Il sistema fiscale
Il Libano non possiede un codice generale delle imposte, difatti le norme fiscali sono contenute in diverse leggi. Tra queste, la legge n. 282 del 30 dicembre 1993, la legge n. 107 del 23 luglio 1999, la legge n. 379 del 2001 che regolamenta un’imposta indiretta sugli affari (assimilabile all’Iva), il decreto legge n. 144 del 12 giugno 1959 che disciplina le imposte sul reddito, emendato dalla legge 27 del 1980 e 282 del 1993.
Il trattamento fiscale delle holding e delle società offshore è disciplinato dalle leggi 45 e 46 del 1983. Nel sistema fiscale libanese il periodo d’imposta d’inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre dello stesso anno. In base al  principio della territorialità, inoltre, l'imposizione fiscale riguarda esclusivamente i redditi derivanti da attività svolte in Libano.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche
L’imposta sul reddito delle persone fisiche è progressiva. Le aliquote variano per scaglioni di reddito e sono comprese tra un minimo pari al 2% fino ad un massimo del 20%, così come previsto dall’articolo 23 della legge sul bilancio del 2019. Le aliquote sono ridotte della metà se i redditi percepiti sono pensioni. In relazione alla composizione del nucleo familiare sono previste delle deduzioni dall’imposta.

Sono esenti dal pagamento dell’imposta:

  • gli stipendi e le indennità degli ambasciatori di Stati esteri e del personale straniero addetto all’ambasciata
  • le pensioni di invalidità
  • i salari degli agricoltori
  • i salari degli infermieri e addetti alle pulizie negli ospedali, orfanotrofi e asili

L’imposta sul reddito delle persone fisiche è dovuta anche da parte dei titolari di redditi di impresa e viene determinata sempre in maniera progressiva ma con aliquote che variano tra il 4% e il 25%.
I soggetti non residenti che percepiscono redditi derivanti dalla vendita di beni o dalla prestazione di servizi resi nel territorio del Paese sono rispettivamente soggetti ad una ritenuta del 2,25% e del 7,5%.

Imposte sui redditi di capitale
I redditi di capitale sono soggetti ad una ritenuta alla fonte sulle entrate lorde pari al 10%. Tra i redditi imponibili sono inclusi: dividendi, interessi e altri proventi derivanti da azioni, con esclusione di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla cessione da parte di persone fisiche di azioni; distribuzione di riserve, interessi derivanti da prestiti erogati a società, compensi agli amministratori o azionisti.

L’imposta sul reddito delle persone giuridiche
Le società residenti in Libano sono soggette all'imposta sul reddito delle persone giuridiche (corporare income tax, Cit) che prevede la tassazione tramite un’aliquota fissa del 17% sull’ammontare dei profitti provenienti da qualsiasi attività. Gli utili imponibili sono costituiti da tutti i ricavi commerciali, i profitti industriali e i ricavi professionali realizzati dall’impresa al netto di tutte le spese necessarie per svolgere l'attività. L’imposta è calcolata sul reddito d'impresa netto conseguito nell’anno precedente. Le dichiarazioni dei redditi delle società di capitali devono essere presentate entro il 31 maggio dell'anno successivo all'anno di conseguimento del reddito.

Sono esenti dal pagamento dell’imposta sul reddito delle società:

  • istituti educativi
  • ospedali orfanotrofi
  • società cooperative dei consumatori, sindacati, cooperative agricole di natura non commerciale
  • gli investitori agricoli non impegnati nel commercio delle loro produzioni
  • imprese locali di trasporto aereo e marittimo e quelli stranieri se le compagnie libanesi ricevono reciproco trattamento nel Paese estero
  • stabilimenti turistici classificati come artigianali
  • le holding e le società offshore (a riguardo, si vedano i paragrafi seguenti) 

Le società holding
Le società holding sono esentate dalle imposte sul reddito. Sono inoltre esenti da tassazione i dividendi, gli interessi, i compensi e le royalties ricevuti dalla società figlie estere. Sono, tuttavia, soggette ad imposizione, le distribuzioni di riserve di utili e capitali che in un anno non possono comunque superare i 5 milioni di lire libanesi.

Secondo quanto previsto dal decreto legge n. 45/83, alle holding si applicano le seguenti imposte ed aliquote:

  • 10% sugli interessi derivanti da prestiti di durata inferiore a tre anni erogati a società operanti in Libano
  • 5% sui costi di gestione fatturati alle società partecipate, nel limite stabilito dal decreto del ministero delle Finanze, compresi anche compensi per amministratori di società figlie operanti nel Paese
  • 10% sulle plusvalenze derivanti dalla vendita delle proprie partecipazioni che siano state detenute dalla holding per almeno di due anni
  • 10% sui redditi derivanti da licenze, brevetti, diritti protetti

Le società offshore
Le società offshore, come definite dalla legislazione libanese, sono esentate dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dalla ritenuta sui dividendi. Sono invece sottoposte a una tassazione annuale forfetaria in misura fissa pari a 1 milione di lire libanesi indipendentemente dall’ammontare dei profitti conseguiti.

Di seguito si elencano le imposte dalle quali le società offshore sono esenti:

  • l’imposta sul reddito sulle persone giuridiche (17%)
  • diritti di bollo sui contratti sottoscritti in Libano e relativi ad attività delle offshore all’estero
  • l’imposta sui redditi dei capitali mobiliari
  • l’imposta dei capitali mobiliari sui redditi derivanti dagli investimenti della offshore fuori dal Libano, e sugli interessi corrisposti dalla offshore a persone giuridiche o fisiche residenti all’estero
  • l’imposta sulle somme corrisposte dalla offshore all’estero, a favore di persone giuridiche o fisiche per servizi espletati sempre all’estero
  • l’imposta sui salari e stipendi corrisposti ai dipendenti operanti all’estero
  • l’imposta sulle successioni aventi ad oggetto le azioni della società

Incentivi e agevolazioni fiscali
La legislazione libanese riconosce  un’esenzione dall’imposta per le imprese industriali  una che presentano determinati requisiti, stabilite in aree che lo Stato intende far sviluppare.
L’IDAL (Investment Development Authority of Lebanon), ente governativo di promozione e sviluppo degli investimenti, fornisce inoltre agli investitori, locali o stranieri una serie di incentivi anche di carattere fiscale per progetti di investimento in diversi settori dell’economia, dall’agricoltura a industria, turismo, IT, tecnologia e telecomunicazioni e media. Gli aiuti si distinguono tra incentivi per progetti su larga scala (Package deal contract, Pdc scheme) e incentivi per le piccole e medie imprese.
Nell’ambito del primo tipo, il governo libanese e l’operatore stipulano un contratto di sviluppo e di investimento a fronte del quale vengono accordati la riduzione dei permessi per costruzione, agevolazioni nel rilascio dei permessi di lavoro e, dal punti di vista tributario, l’esenzione dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dalla tassazione dei dividendi derivanti dal progetto di investimento per un periodo che può arrivare fino a 10 anni.
I progetti per le imprese di piccole e medie dimensioni prevedono agevolazioni destinate agli investimenti localizzinati nelle aree geografiche più svantaggiate del Paese. Le agevolazioni, che consistono nell’esenzione fino a 10 anni dall’imposta sul reddito delle persone giuridiche e dei dividendi, sono concesse in funzione della portata dell’investimento, del numero dei posti di lavoro creati, del settore e dell’area geografica di attività.
 
Il trattamento fiscale delle proprietà immobiliari
Le plusvalenze derivanti alla vendita di immobili sono tassate con aliquota del 15%. L’imposta non si applica nei confronti delle persone fisiche se gli immobili sono posseduti da almeno 12 anni e a condizione che il soggetto non sia proprietario di più di due immobili.
I proprietari di immobili sono, inoltre, tenuti al pagamento un’imposta annuale progressiva che si determina applicando al valore dell’immobile un’aliquota che varia dal 4% al 14%. Sono previste esenzioni per gli immobili posseduti dallo Stato, dalle autorità religiose, da partiti politici, dagli ospedali. Infine, i trasferimenti di immobili sono soggetti ad un’imposta di registro pari circa al 6% del valore della cessione.
 
L’imposta sul valore aggiunto
È in vigore dal 1° gennaio 2012 e ha un’aliquota ordinaria pari all’11%. Sono previste specifiche riduzioni ed esenzioni per alcuni beni, come pane, altri generi alimentari, libri, prodotti agricoli e l’esportazione di beni e servizi, nonché per l’ assistenza medica, i servizi finanziari e assicurativi. La registrazione ai fini Iva per un soggetto diventa obbligatoria quando per 4 trimestri consecutivi il volume dei ricavi è superiore a 100 milioni di lire libanesi.  

Altre disposizioni
Con la legge finanziaria n. 144/2019, è stata aumentata dal 7% al 10% la ritenuta alla fonte per la tassazione degli interessi e degli altri proventi derivanti da conti correnti bancari, conti fiduciari, certificati di deposito e altri titoli obbligazionari. Tale aumento è in vigore dal 1° agosto 2019 e verrà applicato per tre anni fino al 31 luglio 2022, data dalla quale ritornerà in vigore l’aliquota del 7%.

Adempimenti fiscali
Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi è il 1° aprile dell’anno successivo. Per le imposte pagate in misura fissa il termine per la presentazione della dichiarazione è il 1° febbraio dell’anno successivo a quello di percezione dei redditi. Il pagamento delle imposte ha le stesse scadenze di quelle per la presentazione della dichiarazione. Per il 2020, in risposta alla crisi epidemiologica dovuta al coronavirus, sono state sospese tutti i termini per tutte le obbligazioni fiscali che scadevano fino al 30 luglio 2020. Anche gli obblighi di comunicazione dovuti in base alla normativa FATCA sono stati posposti al 15 luglio 2020. Gli obblighi di comunicazione da Common Reporting Standard, infine, sono stati posticipati dal 30 giugno al 30 settembre 2020.  

Capitale: Beirut
Lingua: arabo (ufficiale) francese, inglese
Forma istituzionale: Repubblica parlamentare
Unità monetaria: lira libanese)

Accordi internazionali: il Libano ha anche siglato convenzioni fiscali con 32 Paesi, per  promuovere lo scambio di beni e servizi, l'afflusso di capitali e tecnologia, evitare la doppia imposizione, ma soprattutto per prevenire le evasioni fiscali attraverso l'assistenza amministrativa tra le parti contraenti. 
Il Libano ha firmato con l’Italia un accordo per evitare le doppie imposizioni. In particolare, la legge n. 87 del 3 giugno 2011 sancisce la ratifica ed esecuzione della Convenzione tra la Repubblica italiana e la Repubblica del Libano per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire l’evasione  fiscale con protocollo aggiuntivo, sottoscritto a Beirut il 22 novembre 2000.
In data 1° settembre 2017 è entrata in vigore, a seguito della firma e ratifica da parte del Libano, la Convenzione sulla mutua assistenza amministrativa in ambito fiscale (Convenzione OCSE-Consiglio d’Europa).

Fonti
Rapporto del fondo monetario internazionale
Sito web del governo libanese
Precedente scheda a firma di Maria Concetta Cefalù per alcune informazioni invariate

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