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Schede Paese

Indonesia

Indipendente dal 17 agosto 1945, rappresenta una delle economie più dinamiche del sud-est asiatico

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L’Indonesia, con quasi 18mila isole, è stata definita un ponte insulare tra due masse continentali, Asia e Australia, e, dopo essere stata per diversi secoli sotto il dominio coloniale olandese, il 17 agosto 1945 ha ottenuto l’indipendenza

Economia e territorio
Repubblica democratica presidenziale, l’Indonesia ha una popolazione di oltre 238 milioni di abitanti. Dal 2004 ha registrato tassi di crescita superiori al 5%, considerati tra i più alti dell’area asiatica ( 5,1% nel 2017, 5% nel 2016 e 4,9% nel 2015). Il Pil indonesiano pro capite è in continua crescita ed ha raggiunto il valore di 12.400 dollari americani nel 2017, aumentando rispetto agli anni 2016 e 2015, il cui valore era, rispettivamente, pari a 12.000 e 11.500 dollari.

La divisione amministrativa del territorio
In Indonesia figurano 31 province, 2 regioni speciali e una capitale con funzioni di distretto municipale. A seguito dell'attuazione del decentramento, a partire dal 1° gennaio 2001, reggenze e municipalità sono diventate le unità amministrative principali responsabili della fornitura di gran parte dei servizi pubblici.

Il sistema giuridico
La prima carta costituzionale risale all'agosto 1945, abrogata dalla Costituzione federale del 1949 e da una Costituzione del 1950, modificata il 5 luglio 1959. Nel 2002 si è concluso un lungo processo di revisione. In Indonesia vige un sistema di diritto civile basato sul modello romano-olandese e influenzato dal diritto consuetudinario.

Tassazione delle persone fisiche
Un soggetto passivo è qualificato residente se: è presente in Indonesia per almeno 183 giorni in un anno; è presente in Indonesia durante un periodo di imposta ed esprime l’intenzione di ivi risiedere.
I contribuenti residenti sono tassati sul reddito ovunque prodotto, mentre i soggetti non residenti sono tassati sul solo reddito prodotto in Indonesia con una ritenuta del 20%, salvo l’applicazione di condizioni più favorevoli derivanti dall’applicazione di Convenzioni bilaterali contro le doppie imposizioni, e non hanno titolo a fruire delle agevolazioni di natura personale e delle deduzioni riconosciute dall’ordinamento domestico (per esempiole deduzioni per congiunti e figli a carico e per le donazioni a favore di determinati enti caritatevoli). In particolare, l’ordinamento vigente prevede le seguenti deduzioni di natura personale per ridurre la base imponibile di reddito:

 

 

  DEDUZIONE
Contribuente 54
Consorte 4,5
Ogni persona economicamente dipendete 4,5
  * Importi espressi in milioni di rupie indonesiane

L’imponibile è determinato cumulando tutti i redditi percepiti, quali capital gains, salario, stipendio, pensione, rendite, provvigioni, bonus, indennità, premi e compensi.

Il sistema impositivo è progressivo e, per il periodo di imposta in corso, gli scaglioni sono i seguenti:
 

 

REDDITO IMPONIBILE* ALIQUOTA IMPORTO FISSO
Fino a 50 5% 2,5
Sui successivi 200 15% 30
Sui successivi 250 25% 62,5
Sui successivi 500 30% 62,5 + 30% dell'ammontare marginale
  * Importi espressi in milioni di rupie indonesiane

I dividendi sono sottoposti a una ritenuta del 10% mentre gli interessi attivi su depositi presso banche indonesiane o filiali di banche estere instaurate sul territorio indonesiano sono sottoposti alla ritenuta del 20% e gli interessi derivanti da titoli obbligazionari sono assoggettati ad una ritenuta del 15%. Le royalties sono assoggettate ad una ritenuta del 15%. Mentre per i percettori non residenti  l’ordinamento prevede una ritenuta del 20%  e se non è stata sottoscritta una convenzione che dispone delle aliquote più favorevoli al contribuente.

Tassazione delle persone giuridiche
Una persona giuridica è considerata residente se ha la sede principale della attività o del proprio centro direzionale in Indonesia. Le stabili organizzazioni di società estere sono considerate residenti ai fini fiscali, qualora ricorrano le medesime condizioni.
Le società residenti sono tassate sui redditi ovunque prodotti. Viceversa, i soggetti passivi non residenti e senza una stabile organizzazione sono tassati sul reddito realizzato nel territorio dello Stato che, quindi, sarà assoggettato ad una ritenuta alla fonte dal soggetto erogante indonesiano.
L’imponibile è determinato dal risultato di esercizio, rettificato in applicazione delle norme che regolano la disciplina fiscale e contabile domestica. In particolare, i capital gains concorrono solitamente alla formazione della materia imponibile. Tuttavia, le plusvalenze generate dalla cessione di terreni ed edifici sono assoggettate ad una aliquota del 2,5% ed il valore considerato come base imponibile è determinato in funzione dell’importo negoziato per la vendita oppure del valore accertato dall’Autorità governativa locale, se maggiore. In genere, le spese connesse all’attività produttiva sono deducibili ai fini fiscali, segnatamente gli interessi passivi derivanti da mutui accesi per il perseguimento dell’oggetto sociale, le donazioni a favore dello sviluppo di strutture con determinate finalità a beneficio nazionale, contributi a favore dello sviluppo di discipline sportive e servizi per la cultura ed i crediti in sofferenza quando sono considerati inesigibili al ricorrere di precipue condizioni previste dalla normativa interna; mentre sono indeducibili multe, ammende ed interessi moratori per imposte non pagate o pagate in ritardo. Le perdite possono essere riportate in abbattimento dell’imponibile per 5 periodi di imposta successivi all’anno di maturazione, ma non è previsto il riporto all’indietro.  L’aliquota applicata all’imponibile fiscale è pari a 25%.
In genere, i redditi derivanti da dividendi concorrono alla formazione dell’imponibile oppure sono assoggettati ad una ritenuta del 15%, gli interessi su titoli della Bank of Indonesia, depositi vincolati o a risparmio sono tassati con una ritenuta alla fonte del 20%, mentre negli altri casi subiscono una ritenuta del 15%, e le royalties sono sottoposte  a ritenuta alla fonte pari a 15%, se percepiti da un soggetto residente, mentre se il beneficiario è una entità giuridica non residente, in assenza di una ritenuta convenzionalmente pattuita, dividendi, interessi e royalties sono assoggettati ad una aliquota del 20%.

L’imposta sul valore aggiunto
L’imposta sul valore aggiunto colpisce le importazioni e la maggior parte delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi operate nel territorio dello Stato. L’aliquota applicata è del 10%. L’ordinamento prevede che determinate operazioni siano assoggettate ad aliquota zero, quali le cessioni di beni destinati alle esportazioni e le prestazioni di servizi fuori dal territorio nazionale. Il contribuente è legittimato a richiedere un rimborso, se l’imposta sugli acquisti è maggiore dell’imposta sulle vendite. La dichiarazione Iva deve essere trasmessa entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello cui si riferisce ed il relativo debito deve essere regolato entro tale presentazione. La VAT Law del 1984 permette al Governo di modificare l’aliquota fra il 5% ed il 15%, tuttavia nessun cambiamento è mai stato intrapreso sino ad oggi.

Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte
Il periodo di imposta coincide con l’anno solare sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche; tuttavia, le società possono eleggere il proprio periodo di imposta in funzione della durata dell’esercizio sociale che può prevedere un inizio differente da quello dell’anno solare.
Le persone fisiche devono trasmettere la propria dichiarazione dei redditi entro il 31 marzo dell’anno successivo al periodo di imposta cui si riferisce la dichiarazione ed il saldo del debito erariale deve avvenire entro la citata data di presentazione del modello. I datori di lavoro devono mensilmente operare una ritenuta alla fonte sugli emolumenti corrisposti ai dipendenti, versarla all’Erario entro il giorno 15 e presentare la relativa dichiarazione periodica entro il giorno 20 del mese successivo a quello cui la ritenuta si riferisce. Il contribuente deve versare mensilmente un acconto su base storica, al netto delle effettive ritenute a titolo di acconto operate dal datore di lavoro per lo stesso periodo.
Le persone giuridiche devono presentare una dichiarazione intermedia mensile e versare il relativo acconto entro, rispettivamente, il giorno 20 ed il giorno 15 del mese successivo a quello cui il modello si riferisce. Gli oneri relativi alla presentazione della dichiarazione annuale ed al versamento a saldo devono essere espletati entro la fine del quarto mese successivo alla chiusura del periodo di imposta a cui il modello dichiarativo si riferisce.
Il tardivo pagamento è sanzionato con una maggiorazione pari ad un interesse del 2% al mese applicato all’omesso versamento della debenza impositiva. Eventuali frazioni mensili, id est un giorno, sono considerate alla stregua di un intero mese ai fini sanzionatori. La presentazione della dichiarazione oltre il termine prescritto determina la comminazione di una sanzione amministrativa pari a 100.000 rupie ai fini delle imposte dirette, mentre la sanzione ammonta a 500.000 rupie per la dichiarazione relativa all’imposta indiretta sul valore aggiunto. Dal 2013, l’Amministrazione Finanziaria promuove la trasmissione dei modelli attraverso l’utilizzo di canali telematici predisposti dall’Ufficio Tributario indonesiano.

Capitale: Jakarta
Lingua ufficiale: Bahasa
Moneta: Rupia indonesiana
Forma istituzionale: repubblica democratica presidenziale

Principali trattati stipulati con l’Italiaconvenzione per evitare le doppie imposizioni e per prevenire le evasioni fiscali in materia di imposte sul reddito, con protocollo, firmata a Jakarta il 18.2.1990 ed entrata in vigore il 2.9.1995

Fonti informative:
Ministero delle Finanze indonesiano, www.pajak.go.id
The World Fact Book
Mercati e Paesi: l’Indonesia, di F. Esposito (Soekardi – Generali)
URL: https://fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/schede-paese/articolo/indonesia