Articolo pubblicato su FiscoOggi (https://fiscooggi.it/)

Schede Paese

Brasile

Una fiscalità multiforme e strutturata su più livelli, in linea con le caratteristiche proprie dell’ordinamento federale

Thumbnail

La Repubblica federale del Brasile è suddivisa in un distretto federale (che comprende la capitale Brasilia) e ventisei Stati, questi ultimi suddivisi a loro volta in municipalità.
I tre livelli di governo, ciascuno dotato di potestà impositiva autonoma, si sovrappongono facendo del sistema tributario brasiliano uno dei più complessi al mondo. Uno studio che analizza le giurisdizioni dei vari Stati in relazione all’accounting e alla tax compliance (The Financial Complexity Index, redatto dal TMF Group) classifica il Paese tra i cinque più complessi al mondo del 2020, insieme ad Argentina, Bolivia, Grecia e Turchia.
Dal 2007, il Brasile è un partner chiave dell’Ocse, in quanto coopera ai lavori dell’Organizzazione attraverso programmi di “impegno rafforzato”.
 
Persone fisiche: imposte sul reddito
Le persone fisiche residenti sono soggette a imposizione sul reddito secondo il principio di tassazione mondiale, mentre quelle non residenti solo sul reddito prodotto in Brasile. Si considerano residenti le persone che risiedono permanentemente nello Stato, che lasciano il Brasile per lavorare all’estero per un’agenzia governativa brasiliana, che entrano nello Stato con un visto permanente o temporaneo. Sono considerati residenti anche i cittadini brasiliani che, acquisito lo status di non residente, ritornano poi nello Stato su base permanente.
In generale tutti i redditi (al netto delle deduzioni personali specificamente previste) sono assoggettati a imposta con aliquote progressive.
Le fonti di reddito che costituiscono la base imponibile dell’imposta sul reddito delle persone fisiche sono le seguenti: redditi d’impresa, redditi da lavoro dipendente, redditi da capitale. I redditi d’impresa sono gli introiti che derivano dall’esercizio abituale di un’attività economica esercitata individualmente, ad eccezione di quelli ritraibili dall’esercizio di una professione liberale, che restano assoggettati al principio di tassazione generale.
Il reddito da lavoro dipendente è rappresentato da ogni retribuzione o emolumento corrisposta al lavoratore sotto qualsiasi forma, compresa l’assegnazione di un’auto aziendale.
La normativa brasiliana non prevede la deduzione di costi direttamente relazionati con i redditi. Inoltre, i redditi da pensione pubblica di vecchiaia o invalidità sono esenti fino ad un determinato ammontare, se il percipiente ha più di 65 anni.
Per quanto riguarda, invece, i redditi da capitale, i dividendi e le royalties percepiti da soggetti passivi residenti non sono assoggettati a ritenute alla fonte, mentre gli interessi attivi subiscono una ritenuta che varia dal 15% al 22,5%. Se il percettore non è residente, anche i dividendi non subiscono alcuna ritenuta, mentre gli interessi e le royalties subiscono una ritenuta che varia dal 15% al 25%, qualora non sia stata sottoscritta una Convenzione contro le doppie imposizioni che disponga delle aliquote più favorevoli per il contribuente.
Inoltre, in aggiunta alle fonti di reddito precedentemente elencate, concorre a formare la base imponibile, per presunzione, anche qualunque incremento del patrimonio che non trovi corrispondenza con quanto dichiarato, sempreché il contribuente, in sede di controllo, non eccepisca, in relazione a tali redditi presunti, l’esenzione o l’assoggettamento alla fonte.
Tra i redditi esenti sono contemplate le eredità e le donazioni percepite dalle persone fisiche residenti, nonché gli apporti a piani pensionistici privati effettuati dal datore di lavoro.
 
Le aliquote vigenti in relazione al reddito mensile sono le seguenti:
 

Scaglione Aliquota Deduzione
0 - 1.903,98 Esente 0
1.903,99 - 2.826,65 7,5% 142,80
2.826,66 - 3.751,05 15,0% 354,80
3.751,06 - 4.664,68 22,5% 636,13
oltre 4.664,68 27,5% 869,36

Valuta: Real Brasiliano.  

Società: imposte sul reddito e altre imposte dirette
Per quanto riguarda l’imposta sul reddito, di potestà del Governo federale, le imprese residenti sono tassate sui redditi ovunque prodotti, mentre quelle non residenti sono tassate in Brasile, per i redditi prodotti localmente, applicando le stesse aliquote previste per i contribuenti residenti, per il tramite di una società figlia registrata o di una stabile organizzazione. Quest’ultimo soggetto non trova nella legislazione brasiliana una nozione definita, ma si identifica come tale all’esito della verifica dei seguenti presupposti: a) esistenza di una sede fissa d’affari; o, b) presenza di un agente che ha il potere di stipulare contratti in Brasile in nome o per conto del soggetto non residente.
Non sono deducibili dal reddito d’impresa, tra gli altri i seguenti costi: le spese non inerenti, quelle derivanti dagli aggiustamenti, per effetto della disciplina di contrasto al transfer pricing, dei ricavi del venditore relazionato che ha ceduto ad un valore superiore a quello normale, i dividendi e le imposte.
L’aliquota dell'imposta sul reddito delle società (IRPJ) è del 15% e si applica un supplemento del 10%, se la base imponibile determinata annualmente supera 240.000 real (BRL). L’aliquota effettiva è quindi del 34% (includendo il supplemento del 10%). La disciplina sul transfer pricing si discosta dalle regole elaborate dall’Ocse. Ad esempio, sono previsti margini fissi sulle transazioni tra parti correlate.
Nel 2015 e 2016 sono state introdotte nuove nozioni di Paesi a fiscalità ridotta e privilegiata e di conseguenza ridefinite le rispettive liste (black list e grey list).
Inoltre, è previsto un esonero totale o parziale da dazi, tasse sui consumi e contributi sociali in relazione ad attrezzature importate destinate a determinati progetti di investimento autorizzati con applicazione dell’ammortamento accelerato sull'attrezzatura prodotta internamente. Le vendite di alcune attrezzature sono esenti dall'imposta di vendita statale. È anche possibile accantonare una percentuale delle imposte pagate in un fondo di reinvestimento in progetti. Sono altresì incentivati i progetti dedicati all’innovazione tecnologica. Le perdite fiscali sono riportabili nei successivi periodi d’imposta senza limiti di tempo, ma possono essere scomputate dal reddito imponibile sino a concorrenza del 30%. I dividendi percepiti da soggetti passivi residenti e non residenti non subiscono alcuna ritenuta alla fonte; gli interessi attivi percepiti da un contribuente residente subiscono una ritenuta che varia dal 15% al 22,5%, (dal 15% al 25% se il soggetto passivo non è residente); le royalties non sono assoggettate a ritenute alla fonte, se percepite da residenti, subiscono invece una ritenuta che varia dal 15% al 25%, se ricevuti da un soggetto residente all’estero. Aliquote convenzionali più favorevoli possono essere previste in presenza di Convenzioni contro le doppie imposizioni stipulati fra il Brasile e lo Stato di residenza del percettore di reddito da capitale.
 
Imposte sulla proprietà
L’imposta federale sulla proprietà territoriale rurale (ITR) si applica sulla proprietà o possesso di immobili situati al di fuori della zona urbana. La base imponibile corrisponde, generalmente, al valore di mercato del terreno. Il bene include il terreno e tutte le aree e gli accessori naturali. Le aliquote variano dallo 0,3% al 20% a seconda della dimensione e della produttività del terreno.
A livello statale, l’imposta sulle successioni mortis causa e sulle donazioni (ITCMD) grava sugli eredi e beneficiari e si applica sul valore di mercato del bene o diritto. Non sono previste deduzioni di tipo personale. Le aliquote previste da ciascuno Stato non superano l’8%.
Altra imposta di rilievo a livello statale è l’imposta sulla proprietà dei veicoli a motore. A titolo di esempio, nello Stato di San Paolo l’aliquota è del 4% che si applica sul valore venale.
Le Municipalità applicano, invece, i seguenti tributi sulla proprietà: l’imposta sugli atti inter vivos di beni immobili (ITBI) e l’Imposta sulla proprietà territoriale urbana (IPTU). La prima (con aliquote fissate da leggi municipali in 0,5%, 2% e 3,5%) si applica sul valore del bene immobile ceduto, la seconda sul valore del fondo urbano.
 
Imposta sul valore aggiunto
In Brasile sono molteplici le imposte riconducibili al concetto di Iva, in quanto assumono denominazioni diverse a seconda del livello di entità politica che la amministra. Sono, infatti, previste le seguenti imposte che assumono fatti generatori specifici: l’ICMS statale si applica sulla circolazione di beni e servizi, l’IPI federale grava i prodotti manifatturieri finiti con la formula “franco fabbrica”, l’ISS municipale colpisce i servizi, mentre la COFINS è dovuta per il finanziamento della sicurezza sociale.
L’ICMS colpisce la circolazione di merci, la fornitura di energia elettrica e la prestazione di servizi di trasporto e di comunicazione e qualunque altro servizio la cui esecuzione inizia in un altro Stato, anche all’interno della Federazione e tra municipalità. Non è un’imposta cumulativa poiché è applicata solo in caso di incremento del valore e quindi del prezzo. è dovuta mensilmente e sono considerate non imponibili le esportazioni.
Nei ventisei Stati che costituiscono la Federazione le aliquote dell’ICMS sono variabili fra il 4% ed il 25%; l’IPI prevede un’aliquota media del 20%; l’ISS prevede aliquote variabili fra il 2% ed il 5%; la CONFIS ha un’aliquota del 7,6% .
L’Imposta di Gruppo, non è contemplata dalla legge fiscale. Non è altresì prevista alcuna forma di rimborso dell’Iva assolta da parte di chi non è né costituito, né registrato ai fini Iva in Brasile.
 
Dichiarazioni, obblighi strumentali e versamento delle imposte
Il periodo di imposta coincide con l’anno solare sia per le persone fisiche che per le persone giuridiche.
Le persone fisiche devono trasmettere la propria dichiarazione dei redditi entro l’ultimo giorno feriale del mese di aprile dell’anno successivo al periodo di imposta cui si riferisce la dichiarazione. I datori di lavoro devono mensilmente operare e versare all’erario una ritenuta alla fonte sugli emolumenti corrisposti ai dipendenti. Il saldo del debito impositivo deve essere versato nei termini di presentazione del modello dichiarativo, ovvero in successive otto rate mensile, con il pagamento di interessi. I coniugi possono optare per la presentazione di una dichiarazione dei redditi congiunta.
Le persone giuridiche residenti devono presentare una dichiarazione annuale entro l’ultimo giorno feriale del mese di luglio dell’anno successivo a quello cui si riferisce il periodo di imposta. Non è previsto il regime di consolidato nazionale. L’ordinamento prevede il pagamento di acconti, elaborati su base mensile, entro il mese successivo a quello di riferimento. L’eventuale saldo annuale d’imposta a debito deve essere regolato entro il mese di marzo dell’anno successivo.

Relazioni internazionali
Tra Brasile e Italia sono in essere i seguenti rapporti economici:

  • Convenzione per evitare le doppie imposizioni sui redditi, stipulata nel 1981;
  • Accordo quadro di cooperazione economica, stipulato nel 1998;
  • Piano di azione del partenariato strategico, adottato nel 2010;
  • Memorandum d’intesa per lo sviluppo degli investimenti ed il rafforzamento della cooperazione produttiva, siglato nel 2015.

Il Brasile ha inoltre stipulato Convenzioni per evitare le doppie imposizioni e prevenire l’evasione fiscale con gli Stati qui indicati 

Capitale: Brasilia
Lingua ufficiale: portoghese
Moneta: real brasiliano (BRL)
Forma istituzionale: repubblica federale

Fonti informative
Ministero delle finanze
Agenzia delle entrate del Brasile
Ocse
Precedente scheda a firma di Luca Conte-Papuzzi per alcune informazioni invariate

URL: https://fiscooggi.it/rubrica/dal-mondo/schede-paese/articolo/brasile