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Nella crisi beni essenziali senza Iva
per gli acquisti realizzati dall’Ue

La Commissione propone di esentare dall’imposta sul valore aggiunto gli approvvigionamenti da destinare agli Stati membri

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Lo scorso 12 aprile la Commissione europea ha varato la proposta di esentare dall’Iva i beni e i servizi acquistati o importati dalla Commissione in risposta a una qualsiasi emergenza futura che colpisse l’Unione. Dai test diagnostici ai dispositivi di protezione individuale, ma anche tende, letti da campo, attrezzature di ricerca o dispositivi per la misurazione delle radiazioni, nel caso di una crisi sanitaria o di altri tipi di catastrofe la nuova misura, che si concretizza in un nuova disposizione da inserire nella direttiva Iva, potrebbe permettere alla Commissione, ad agenzie ed altri organi dell'Unione di importare e acquistare senza Iva i beni e servizi essenziali da destinare gratuitamente agli Stati membri impegnati nell’emergenza in atto.

Con questa proposta, quindi, la Commissione esce dal perimetro stretto dell’emergenza sanitaria del Coronavirus con l’intento di capitalizzare l’esperienza acquisita in un nuovo strumento normativo per il futuro. Nell’alveo della crisi in atto si erano mosse precedenti disposizioni, come la direttiva approvata a dicembre scorso dal Consiglio che prevede la temporanea esenzione da Iva per vaccini e dispositivi medico-diagnostici in vitro in risposta alla pandemia da Covid-19. Questa nuova proposta, che ora sarà sottoposta al parere del Parlamento e dovrà essere approvata dal Consiglio, invece, punta a rendere l’esenzione dell’Iva prevista una misura di sistema inserita stabilmente nella Direttiva Iva e che sarà possibile attivare agilmente se in futuro l’Ue si trovasse a fronteggiare un’altra crisi, sia essa sanitaria, naturale o di altro tipo. Nell’attuale formulazione, l’applicazione della disciplina potrebbe attivarsi già nell’anno in corso.

Cosa prevede la proposta
Entrando più nel dettaglio, lo scopo è ottimizzare l’uso dei fondi Ue nel corso di un’emergenza: la disciplina consente alla Commissione e alle agenzie e organi dell'Unione di importare e acquistare in esenzione dall'Iva i beni e i servizi essenziali da mettere a disposizione in risposta a un'emergenza nell'Ue. I destinatari possono essere gli Stati membri oppure direttamente le autorità o le istituzioni nazionali, ad esempio gli ospedali, le autorità sanitaria o altre autorità impegnate in prima linea. Possono rientrare nell’esenzione tutti gli approvvigionamenti necessari ad affrontare la situazione: test diagnostici, materiali e attrezzature di laboratorio; dispositivi di protezione individuale (DPI) come guanti, respiratori, maschere, camici, prodotti e attrezzature per la disinfezione, prodotti del sangue o anticorpi, licenze al settore farmaceutico, strutture di quarantena, sperimentazioni cliniche, disinfezione dei locali e simili. La disciplina mira a fornire agilità alle istituzioni europee in qualsiasi situazione di crisi. Per questo motivo possono rientrarvi anche generi non strettamente legati alla salute, come tende, letti da campo, abbigliamento e alimenti; attrezzature di ricerca e salvataggio, sacchi di sabbia, giubbotti di salvataggio e gommoni; antimicrobici e antibiotici, antidoti contro le minacce chimiche, cure per lesioni da radiazioni, dispositivi di misurazione delle radiazioni.

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