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Arriva l’Iva negli Emirati Arabi.
Aliquota al 5% con alcune eccezioni

Dal 2018 l’UAE adotta l’imposta sul valore aggiunto per diversificare le entrate

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Anno nuovo, imposta nuova: dal 1°gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti entrano a far parte del nutrito gruppo di Paesi, più di 180 nel mondo, che adottano un'imposta sui consumi.  Una scelta annunciata lo scorso 24 febbraio, a Dubai, dal Ministro per gli affari finanziari dell’UAE, Obaid Humaid Al Tayer, in una conferenza stampa congiunta con il Direttore del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. La federazione che si affaccia sul Golfo Persico ha scelto di introdurre l’Iva, con un’aliquota al 5%, per la maggior parte delle transazioni di beni e servizi, generando un conseguente aumento del costo della vita.

La scelta è stata dettata, come si apprende dallo stesso sito del Ministero delle finanze degli Emirati Arabi Uniti, dall’esigenza di garantire al Paese una nuova fonte di reddito che possa contribuire a mantenere anche in futuro standard elevati nell’erogazione dei servizi pubblici. Si tratta, in sostanza, di diversificare le entrate statali nell’ottica di ridurre nel tempo la dipendenza dal petrolio e dagli altri idrocarburi, che rappresentano attualmente una fonte significativa di reddito.

Il decreto che introduce l’imposta sul valore aggiunto negli Emirati Arabi Uniti individua anche i beni e i servizi che sono esclusi dall’applicazione dell’Iva e quelli ai quali l’imposta si applica con un’aliquota a zero. Nella prima categoria rientrano, per esempio, i servizi finanziari, incluse le polizze vita, i terreni, il trasporto passeggeri locale e alcune tipologie di immobili residenziali. Chi fa business esclusivamente con attività escluse dall’imposizione non deve registrarsi ai fini Iva. Sono, invece, “zero rated” le esportazioni di beni e servizi, il trasporto internazionale di beni e passeggeri, alcuni mezzi di trasporto come treni, tram, navi e aeroplani, la prima vendita e l’affitto di immobili residenziali, mezzi aerei o marittimi per salvataggi  e assistenza, alcuni tipi di investimenti in metalli preziosi, l’assistenza medica e i servizi educativi comprensivi dei relativi beni e servizi. In questi casi chi lavora nei settori “zero rated” deve, in linea generale, registrarsi ai fini Iva e presentare la dichiarazione dei redditi.
 
L’introduzione dell’Iva negli Emirati Arabi è un’operazione che si inserisce nel framework dello Unified Agreement for Vat per l’implementazione dell’imposta sul valore aggiunto nei Paesi che aderiscono al  Consiglio di cooperazione del Golfo: Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Tra questi, anche l’Arabia Saudita ha tagliato il traguardo dell’introduzione dell’Iva il 1° gennaio 2018 insieme all’UAE. Gli altri Paesi stanno lavorando per introdurla a breve.
 
 
 
 
 
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