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Dal mondo

Ue: sulla fiscalità, Spagna e Grecia
nel mirino della Commissione

L’esecutivo comunitario è intervenuto per richiedere alcune modifiche ed evitare il ricorso alla Corte di giustizia

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Modificare la normativa fiscale che si applica ai dividendi esteri, eliminare la tassazione discriminatoria nei riguardi del latte e delle carne. Con queste due motivazioni la Commissione europea ha chiesto alla Spagna e alla Grecia di intervenire, nel termine di due mesi, apportando le necessarie modifiche alle rispettive normative fiscali. In caso contrario, secondo la procedura comunitaria vigente, la Commissione potrà ricorrere all’intervento della Corte di giustizia dell’Unione europea per dirimere entrambe le due questioni.
 
Le osservazioni nei riguardi della Spagna
Riguardo alla Spagna, la Commissione ha fatto rilevare al governo che la normativa applicabile alla fiscalità dei dividendi esteri risulta essere fortemente discriminatoria. Nel mirino dell’esecutivo Ue sono finiti i dividendi pagati da un'impresa non residente a un'impresa spagnola. Secondo la Commissione, il trattamento fiscale riservato ai dividendi esteri risulta essere più oneroso rispetto a quello riservato ai dividendi di fonte nazionale (pagati da imprese residenti in Spagna). È il caso delle agevolazioni che sono riconosciute a un'impresa spagnola che abbia interesse a investire in un'impresa non residente. In questo caso, rileva la Commissione, per fruire di queste agevolazioni l’impresa nazionale deve rispettare un maggior numero di requisiti (livello del reddito e partecipazione dei titolari al capitale), rispetto a un'impresa che investe in un'impresa residente. In altri casi, invece, le agevolazioni fiscali previste per i dividendi di fonte nazionale non possono essere applicate ai dividendi esteri. Così facendo, rileva la Commissione, si ledono alcuni principi fondamentali sanciti dai trattati dell’Unione europea. In particolare libertà di stabilimento e di prestazione di servizi, la fornitura transfrontaliera di merci e la libera circolazione di capitali.
 
I rilevi mossi alla Grecia Nei riguardi della Grecia i rilievi della Commissione sono tutti focalizzati sul trattamento discriminatorio, a livello fiscale, che la normativa greca riserva ad alcuni prodotti come il latte, i prodotti derivati lattiero-caseari e la carne proveniente da altri Stati membri. L’attuale normativa tributaria prevede, infatti, una tassa sugli acquisti di latte e di prodotti lattiero-caseari. Questa tassa viene applicata, però, in modo diverso ai prodotti nazionali rispetto ai prodotti che provengono da altri Stati membri. Alcuni prodotti nazionali sono esenti da tasse, mentre altri lo sono ma in modo minore. Inoltre sugli acquisti di carne, sia domestica che importata, trova applicazione un’ imposta utilizzata per finanziare un organismo pubblico. Si tratta dell’ELOGAK (Ellinikos Organismos Galaktos kai Kreatos) che, accordando sussidi agli agricoltori greci, finisce per beneficiare soltanto i prodotti nazionali. Tutte queste disposizioni violano la normativa comunitaria che vieta, secondo l’esecutivo Ue, qualunque tipo di misura in grado di produrre effetti equivalenti ai dazi doganali, creando un'imposizione interna discriminatoria.   Gli effetti e le conseguenze
In entrambi i casi, come da procedura comunitaria, le richieste della Commissione, tanto per la Spagna quanto per la Grecia, assumono la forma di un parere motivato. In mancanza di una risposta soddisfacente nel termine di due mesi, Bruxelles potrà adire la Corte di giustizia dell'Unione europea.
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