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Dal mondo

Ue: una risoluzione ad hoc
per tre obiettivi strategici

Il Parlamento europeo rafforza in un documento ufficiale la posizione espressa sulla tassazione del settore finanziario

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L'introduzione di un sistema di prelievi a carico degli istituti finanziari e sulle operazioni finanziarie dovrebbe contribuire ad abbattere i deficit pubblici, stimolare l'economia reale, sostenere le politiche sociali con un occhio attento al bilancio comunitario. È quanto indicato da una nuova risoluzione del Parlamento europeo.

Tassazione del settore finanziario e sostegno alla  crescita economica dell'Ue
La risoluzione del Parlamento europeo dell'8 giugno 2011 "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva" (2010/2211(INI)), adottata per affrontare la crisi economica globale, creare occupazione, sostenere una crescita economica intelligente, ragionevole,  inclusiva,  equilibrata, basata  sulla stabilità dei prezzi, insieme a un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, rafforza quanto già indicato in favore della tassazione del settore finanziario. Una tassa Ue sulle transazioni finanziarie potrebbe costituire un contributo sostanziale ai costi economici e sociali della crisi, contribuire in parte al finanziamento del bilancio dell'Unione e alla riduzione del contributo degli Stati membri basato sul reddito nazionale lordo. Nella  risoluzione dell'8 marzo 2011 "un finanziamento innovativo a livello mondiale ed europeo", il Parlamento europeo aveva  già approvato l'introduzione di una Ttf (tassa sulle transazioni finanziarie) per fronteggiare i modelli commerciali altamente pregiudizievoli per i mercati finanziari, come le transazioni sul breve periodo e le transazioni automatiche ad alta frequenza, porre un freno alla speculazione e ai danni finanziari provocati da evasione e frode fiscale che in Europa oscillano fra i 200 e i 250 miliardi di euro l'anno. Di conseguenza se una TTF con un'aliquota bassa riuscisse a generare entrate per circa 200 miliardi di euro l'anno a livello comuniatrio e circa 650 miliardi di dollari a livello mondiale, i costi  della crisi potrebbero essere abbattuti. Uno strumento efficace per contribuire alla sostenibilità delle finanze pubbliche riducendo i livelli di frode fiscale ed elusione e altre forme di fuga illecita di capitali, che hanno una considerevole incidenza sui  bilanci degli Stati.

Dai vertici del  G20 l'input alla regolamentazione dei mercati finanziari
In occasione dei vertici del G20 di Washington, del 2008, e di Pittsburgh del 2009, si raggiunge un accordo per realizzare una seri di riforme in grado di rafforzare i regimi normativi e la vigilanza dei mercati finanziari. A Pittsburgh, in particolare, il G20 incarica il Fondo monetario internazionale di preparare una relazione sulle possibili opzioni di tassazione del settore finanziario. Il Rapporto dell'Fmi , consegnato nel giugno 2010   e intitolato "A fair and substantial contribution by the financial sector - final report for the G-20 " manifesta  i problemi della crisi economica mondiale e svolge un'accurata analisi sull'applicazione e ruolo  della Ftt (financial transactions tax) e della  TAF  (Financial activities tax ). Al  vertici del G20 di Toronto  e  di Seul nel 2010, per affrontare  la ripresa dalla crisi economica e finanziaria globale, si afferma il principio secondo cui il settore finanziario  può accrescere la copertura degli oneri di interventi statali,  ridurre il rischio sistemico,  sostenere una crescita  più solida e stabile dell'economia, e rafforzare la cooperazione internazionale .

L'intervento nel settore delle istituzioni europee
Il lavoro avviato a livello di G20, è stato accolto favorevolmente dal Parlamento europeo, e con la Risoluzione del 10/03/2010, è stata proposta l'implementazione di misure internazionali in materia di tassazione delle operazioni finanziarie per assicurare una repentina crescita economica  mondiale. Nel contempo sono stati evidenziati i notevoli costi e le conseguenze della crisi finanziaria sull'economia reale, ai danni dei  contribuenti, dei consumatori, ai servizi pubblici ed alla società in generale ed è stata sottolineata la necessità di creare capitali sani per  finanziare investimenti nell'economia reale, e  prevenire l'eccessiva assunzione di rischi.

Il sostegno della  Commissione europea
La Commissione europea  sostiene  che un  adeguamento del sistema fiscale  può sicuramente contribuire al  risanamento delle finanze pubbliche messe a dura prova dalla crisi finanziaria , e che  un riesame dell'imposizione delle attività del settore finanziario, attraverso l' implementazione di nuovi strumenti che diano respiro alla planetaria e sistemica  crisi finanziaria,  può dare un apporto  al risanamento dei  bilanci pubblici ,   creare risorse ausiliarie e nuove  condizioni per una crescita più sostenibile,  in linea con la strategia Europa 2020. Pertanto, evidenzia,  l'opportunità di lavorare su linee di policy condivise dal Fondo monetario internazionale in materia di FAT (Financial Activity Tax) ovvero di FTT (Financial Transactions Tax). Queste due nuove forme alternative di prelievo (da condividere a livello globale), andrebbero a incidere sulle società che operano nel settore finanziario, colpendo strutturalmente i profitti realizzati (FAT) ovvero le singole operazioni finanziarie (la FTT).

Financial Transaction tax  e Financial Activities Tax
La TTF è una tassa applicata su tutte le transazioni e su tutti i mercati finanziari. Concepita come una tassa sul valore delle singole transazioni finanziarie e su una vasta gamma di prodotti finanziari (azioni, obbligazioni, valute e derivati) sui mercati regolamentati che informali, cosiddetti Over The Counter (OTC), potrebbe contribuire a stabilizzare i mercati finanziari riducendo le negoziazioni speculative a breve termine. A essere penalizzate le transazioni indesiderabili, precisamente   the high frequency trading (HFT),  ovvero  le negoziazioni ad alta frequenza. Su scala mondiale, la TTF può rivelarsi una fonte appropriata di gettito fiscale per il finanziamento di obiettivi strategici mondiali. La TAF, tassa sulle attività finanziarie, proposta dal FMI, colpisce profitti e compensi complessivi, le rendite economiche e/o il rischio economico. Contrariamente alla TTF, che colpisce ogni singolo operatore del mercato finanziario in funzione delle sue transazioni, la TAF è imposta alle società. Non modifica i prezzi degli strumenti finanziari e lascia quindi inalterata la struttura del mercato. Questo significa anche che non influisce direttamente sull'esistenza di negoziazioni ad alta velocità. La TAF colpisce i guadagni totali ricavati dall'attività economica degli istituti finanziari. In questo senso è prelevata su tutte le attività, non soltanto su quelle di negoziazione.

La posizione degli economisti da Keynes a Stiglitz
John Maynard Keynes sostenitore  dell'intervento pubblico nell'economia con misure di politica fiscale e monetaria, fu l'ideatore della TTF. Nel 1972, un anno dopo la fine del sistema a cambi fissi sancito a Bretton Woods, l'economista americano James Tobin, premio Nobel per l'economia nel 1981, presentò  il progetto di questa imposta. Mentre la Tobin Tax colpisce esclusivamente gli scambi di valuta, la TTF coinvolge un numero maggiore di transazioni e con un tasso inferiore a quello della Tobin. Stephan Schulmeister dell'Austrian Institute of Economic Research (WIFO) sostiene che le transazioni a breve termine (per esempio comprare valuta estera e rivenderle pochi minuti dopo) rendono instabili i prezzi delle valute e degli altri prodotti finanziari, come azioni e strumenti derivati. Questa differenza si riflette anche nel lungo termine, determinando tassi di cambio instabili e grandi variazioni nei prezzi delle azioni, con gravi danni per il mercato finanziario. L'economista sostiene che una tassa sulle transazioni finanziarie a breve termine intorno allo 0,05% scoraggia le speculazioni-lampo degli operatori ad alta frequenza, come banche di investimento e fondi hedge ma nello stesso tempo  contribuisce a una maggiore stabilità del mercato. La tassa porterebbe anche 300 miliardi di euro nelle casse dell'Unione europea.  J. Stiglitz   premio Nobel 2001 per l'economia, sostiene che la tassa sulle transazioni finanziarie "porta equità ed efficienza ed "è la medicina giusta per curare il disperato bisogno di fondi dei governi di tutto il mondo, impegnati nel contenimento del deficit e del debito pubblico".
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