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Dal mondo

Tiwb, cooperazione fiscale da remoto.
Nel 2021 tanti risultati “senza frontiere”

In 7 anni di attività il progetto cooperativo ideato da Onu e Ocse ha portato a un recupero di gettito pari a 1,4 miliardi di dollari

immagine con scritta TIWB

1,4 miliardi di dollari riscossi a fronte di circa 3,9 miliardi di dollari di maggiori imposte accertate, attribuibili ai programmi realizzati dai Tiwb dalla loro nascita fino ad oggi. Sono due dei risultati più significativi contenuti nell’annuale rapporto sull’iniziativa “Tax Inspectors without borders” (Tiwb), promossa dall’Ocse e dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Undp) con lo scopo di rafforzare le competenze delle amministrazioni tributarie dei Paesi in via di sviluppo in materia di controllo e verifica.
Se guardiamo l’istantanea scattata a giugno 2021 dai tecnici delle due organizzazioni internazionali, sono attualmente 47 le giurisdizioni a essere coinvolte nei programmi di visita e lavoro congiunto realizzati nell’ambito del progetto Ocse/Nazioni Unite. Il numero di progetti completati è stato 47, mentre le missioni in corso di esecuzione sono 43.
 
I frutti di un anno di lavoro
Il rapporto annuale 2021 ripercorre i risultati raggiunti dall’iniziativa Tiwb da luglio 2020 a giugno 2021. Nei 12 mesi presi in esame dal report, il board che guida e dirige il progetto Tiwb ha messo in campo decine di missioni di cooperazione fiscale in Africa, Asia e Pacifico, Europa orientale, America Latina e Caraibi. Ecco i numeri: 47 missioni compiute, 43 missioni in corso, per un totale di 47 giurisdizioni coinvolte. A questi risultati, si aggiungono 21 richieste di assistenza pervenute al board dei Tiwb. A proposito di queste missioni in fase di sviluppo, gli esperti senza frontiere prevedono di lanciare 13 programmi entro la fine del 2021.
 
Risultati senza confini, le coordinate geografiche dei progetti 
Dal punto di vista del gettito riconducibile alle attività congiunte svolte sul campo, dei circa 1,4 miliardi di dollari di imposte riscosse nei Paesi coinvolti dal 2015 a oggi, la parte più cospicua va al continente africano. L’Africa ha infatti riscosso oltre 989 milioni di dollari grazie ai programmi realizzati fin qui insieme ai tax inspectors. Seguono i 287 milioni di dollari riscossi dalle nazioni asiatiche e i 121 milioni di dollari recuperati in America Latina. Grazie alla missione realizzata in Albania, infine, sono stati riscossi più di 1 milione e mezzo di dollari.
Dal punto di vista costi/benefici complessivi, inoltre, ogni dollaro investito nei programmi di visite e controlli congiunti ha prodotto entrate aggiuntive per 125 dollari.

Alle origini della partnership
L’iniziativa “Tax Inspectors without borders” è stata ideata nel 2012 e ha visto l’avvio dei primi programmi di visita e lavoro sul campo nel 2015. Grazie al progetto Tax Inspectors without borders, funzionari tributari esperti nelle attività di controllo delle amministrazioni “partner” vengono invitati dalle amministrazioni fiscali “ospiti”, dove lavorano fianco a fianco con i funzionari locali in alcuni casi di verifiche e accertamenti. Aspetto fondamentale dei programmi di lavoro è lo scambio di competenze. Il cuore dell’attività degli ispettori senza frontiere, infatti, è fornire assistenza nell’ambito della tassazione internazionale, in quello dell’efficace utilizzo dei dati provenienti dallo scambio automatico di informazioni finanziarie (AEOI), e così via. Le restrizioni alla mobilità e agli spostamenti imposte per contrastare la pandemia da Covid-19 hanno ovviamente avuto un impatto anche sull’andamento di questa iniziativa, che ha dovuto ripensarsi e immaginare soluzioni pratiche per portare avanti la propria missione istituzionale.
 
I tax inspectors e la pandemia, le lezioni apprese
Il rapporto annuale 2021 ripercorre i risultati raggiunti dai tax inspectors nel periodo che va da luglio 2020 a giugno dell’anno in corso, un periodo in cui la pandemia di Covid-19 ha avuto un enorme impatto sulla salute delle persone e sulle economie di tutto il mondo. Dal momento in cui la pandemia ha portato ai primi lockdown (marzo 2020) fino a giugno 2021, gli esperti senza frontiere hanno compiuto 137 missioni “virtuali”, per un totale di circa 3.200 ore di operazioni in 27 giurisdizioni. Le missioni da remoto hanno riguardato 37 dei 43 progetti in corso.
Uno degli aspetti positivi evidenziati da questo approccio emergenziale è stata la maggiore disponibilità di esperti (resa possibile dal non aver dovuto organizzare ed effettuare il viaggio di lavoro nelle giurisdizioni ospiti), mentre tra quelli negativi il rapporto elenca le difficoltà incontrate nella comunicazione tra esperti delle amministrazioni partner e funzionari delle amministrazioni ospiti (avvenute anche ma non esclusivamente per problemi legati alle infrastrutture tecnologiche in dotazione presso le agenzie ospiti e alle connessioni internet disponibili). Le amministrazioni ospiti hanno inoltre notato che in alcuni casi una proficua trasmissione di competenze è stata ostacolata dalla impossibilità di compiere il lavoro congiunto sul campo, finora considerato il modus operandi migliore nel campo di questo tipo di progetti di cooperazione internazionale.

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