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Dal mondo

La Svizzera inizia il 2021
nel segno della trasparenza

Recepite le raccomandazioni del Global forum Ocse sullo scambio d’informazioni

Lente di ingrandimento

Il nuovo anno vedrà ridotto ulteriormente il paradigma classico della “riservatezza” elvetica, almeno in campo fiscal-finanziario. Infatti, con la modifica recente alla normativa sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali, adottata dal Consiglio federale, saranno integralmente recepite nel diritto svizzero le raccomandazioni espressamente indirizzate a Berna dal Global forum Ocse sulla trasparenza e lo scambio di informazioni fiscali. Novità poste in vigore già a partire dal 1° gennaio 2021.  

Il ruolo di arbitro del Forum globale
Nata come entità teorica, una volta assunto un ruolo pratico, concreto, nel corso degli anni ha visto aumentare il suo ruolo di arbitro dai poteri dissuasivi, correttivi, emendativi. Un organo che nel quinquennio passato ha di fatto dettato modifiche sostanziali alla normativa interna di decine di Paesi. In sintesi, il Forum globale Ocse sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali provvede affinché gli standard internazionali sulla trasparenza e sullo scambio di informazioni a fini fiscali siano rispettati e attuati uniformemente a livello internazionale. La mission è di creare pari condizioni globali in materia di concorrenza fiscale. In pratica, nei confronti degli Stati che già attuano gli standard internazionali il Forum globale emana raccomandazioni che tali Paesi sono tenuti ad adottare. Il caso svizzero è emblematico: infatti, a seguito di una verifica preliminare delle basi giuridiche necessarie allo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali, nel 2018 il Forum globale aveva emanato precise raccomandazioni nei confronti della Svizzera. Suggerimenti che Berna ha ora pienamente adottato, pur senza stravolgere il proprio assetto regolativo in materia di privacy e discrezionalità. Mantenendo quindi delle clausole di salvaguardia interna.

Le novità nel dettaglio
Le modifiche cancellano la deroga per le comunioni di proprietari per piani, adeguando di fatto gli obblighi di verifica alla normativa vigente anche per i conti finanziari precedentemente esclusi in ragione della legislazione dello Stato di residenza del titolare del conto stesso. Inoltre, scatta la prassi di trasposizione degli importi in dollari americani e si stabilisce l’obbligo di conservazione dei documenti per gli istituti finanziari svizzeri tenuti alla comunicazione. E ancora, si estende la pratica abituale dell’iscrizione dei trust documentati dai trustee. Tuttavia, è corretto sottolineare come se si ampia l’area dei conti assoggettati allo scambio automatico d’informazioni, il Consiglio federale al contempo ha varato una norma ad hoc che autorizza l’autorità competente a sospendere lo scambio automatico di informazioni con uno Stato partner, se questo Stato non soddisfa i requisiti dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (Ocse) in materia di confidenzialità e sicurezza dei dati.

2020, l’anno record della Svizzera senza più “segreto fiscale” 
L’anno che s’è appena chiuso ha visto Berna raggiungere il picco nei flussi sullo scambio d’informazioni. Infatti, l’Amministrazione federale delle contribuzioni, l’equivalente della nostra Agenzia delle entrate, ha scambiato informazioni con 86 Stati su circa 3,1 milioni di conti finanziari. In sostanza, ai 75 Stati già tenuti alla comunicazione si sono aggiunti Anguilla, Aruba, le Bahamas, il Bahrein, Grenada, Israele, il Kuwait, le Isole Marshall, Nauru, il Panama e gli Emirati Arabi Uniti. In particolare, con 66 di questi Stati lo scambio di dati è stato reciproco, mentre gli altri 20 hanno trasmesso informazioni a Berna senza riceverne. Inoltre, 38 Stati hanno comunicato i loro dati alla Svizzera entro il 31 dicembre 2020, proprio entro l’ultimo giorno dell’anno, a causa delle difficoltà tecniche in seguito alla crisi causata dalla pandemia da coronavirus. Comunque, in totale, l’Amministrazione fiscale svizzera ha ricevuto informazioni su circa 815.000 conti finanziari a fronte delle informazioni fornite su 3,1 milioni di conti.

Chi è tenuto a comunicare i dati, non solo banche. E quali dati sono scambiati
Attualmente, tra banche, trust, assicurazioni e istituti di altro tipo, sono registrati presso l’Amministrazione fiscale elvetica circa 8.500 istituti finanziari tenuti alla comunicazione che hanno raccolto e trasmesso dati. Quest’ultima ha fornito agli Stati partner informazioni su circa 3,1 milioni di conti finanziari, ricevendo dagli stessi informazioni su circa 815.000 conti finanziari. L’Amministrazione finanziaria svizzera non può fornire indicazioni in merito all’entità delle attività finanziarie. Sono oggetto dello scambio le informazioni sull’identificazione del titolare, sul conto e le informazioni finanziarie, tra cui nome, indirizzo, Stato di residenza, numero d’identificazione fiscale così come le indicazioni sull’istituto finanziario tenuto alla comunicazione, il saldo del conto e i redditi da capitale.

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