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Dal mondo

Svizzera: dagli Usa alla Francia
un primo piano dedicato al fisco

Dall’accordo sul FATCA alle successioni, la Confederazione al centro delle relazioni con Stati Uniti ed Europa

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Un luglio “fiscale” in fermento per la Svizzera, soprattutto sul fronte delle relazioni internazionali. Il Consiglio degli Stati ha approvato nei giorni scorsi il messaggio dell’aprile scorso sull’attuazione dell’accordo FATCA tra la Confederazione elvetica e gli Stati Uniti. Al via anche la nuova Convenzione con la Francia contro le doppie imposizioni sulla tassazione delle successioni. Continua, inoltre, il lavoro di revisione delle regole sugli scambi finanziari con i Paesi esteri. Il Consiglio federale, infatti, ha pubblicato a luglio sull’argomento il rapporto del gruppo di esperti “Ulteriore sviluppo della strategia in materia di mercati finanziari”.
 
Lungo la strada del FATCA
Un passo in vanti verso la piena attuazione del FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act), avviato con la firma tra Svizzera e Usa dell’accordo il 14 febbraio scorso e che gli Stati Uniti applicheranno progressivamente dal 1° gennaio 2014. L’accordo prevede l’obbligo per le banche svizzere di inviare informazioni all’Irs (Internale Revenue Service), sui conti detenuti presso di loro dai cittadini statunitensi, con il consenso del titolare. Nei primi giorni di luglio, con l’approvazione del messaggio del 10 aprile 2013, il Consiglio federale ha stabilito i parametri di cooperazione Svizzera-Usa secondo le norme del diritto elvetico.
Il Governo di Berna, infatti, ha scelto un modello di attuazione del FATCA diverso da quello adottato dai Paesi dell’Unione europea, che prevede uno scambio automatico di informazioni con gli Usa. In Svizzera, invece, l’accordo prevede che gli istituti di credito possano inviare le informazioni sul conto anche senza il consenso del titolare solo in caso di assistenza amministrativa, seguendo in questo caso, quindi, le regole contenute nelle convenzioni contro le doppie imposizioni e tutelando, comunque, il diritto di ricorso da parte dei clienti.
 
Un ponte tra Berna e Parigi
Novità anche dalle relazioni fiscali con la Francia. Il governo di Berna, infatti, ha firmato una nuova convenzione contro le doppie imposizioni in materia di imposte sulle successioni. La prima convenzione risale al 1953 e non è mai stata modificata. L’input alla stesura di un nuovo accordo è partito da Parigi nel 2011 ed è stato subito accolto da Berna, portando alla parafazione di un primo progetto esattamente un anno fa. Progetto che, in seguito a pareri negativi espressi da alcuni Cantoni e  da categorie interessate, è stato modificato. In particolare, il nuovo testo stabilisce che la Francia permetterà agli eredi residenti sul suo territorio di dedurre l’imposta sulle successioni pagata in Svizzera. La convenzione entrerà in vigore quando sarà approvata dai due Parlamenti nazionali e rientra in un dialogo più ampio avviato proprio nelle scorse settimane dai due Stati e concernente anche altre questioni fiscali e finanziare bilaterali.
 
Sulla via della trasparenza fiscale
All’ordine del giorno del Consiglio federale elvetico anche le strategie nell’ambito dei mercati finanziari, con la pubblicazione della ricerca presentata da un gruppo di esperti costituito ad hoc. In base al rapporto, appare chiaro l’impegno da parte del Governo di Berna verso l’adozione di regole in materia di trasparenza fiscale. Il rapporto, infatti, prevede che la Svizzera adotti le modifiche legislative necessarie per essere ammessa, nell’ambito del Forum globale Ocse, alla seconda fase della peer review, la valutazione nell’autunno di quest’anno. La Confederazione elvetica, inoltre, parteciperà attivamente, insieme gli altri Paesi Ocse, allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni. Sul fronte europeo, la Svizzera si è impegnata a modificare le proprie relazioni finanziarie con gli Stati Ue, adottando anche con loro nuove regole improntate alla trasparenza fiscale e alla reciproca assistenza amministrativa. Una cooperazione da parte della Svizzera nella lotta all’evasione fiscale ribadita ieri dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomani, in occasione dell’incontro nella sede dell’Agenzia italiana delle Entrate.
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