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Dal mondo

Spagna, le regioni fra luci e ombre
nella nuova classifica di competitività fiscale

Prima in graduatoria la comunità di Madrid. Da Tax Foundation 60 parametri per indagare il fisco spagnolo

Bandiera Spagna

Tax Foundation e la Fundaciòn pare el Avance de la Libertad hanno messo a punto uno strumento che da qualche anno consente di mettere a confronto le comunità spagnole sulla base di parametri tributari: l’Indice Regionale di Competitività Fiscale. La classifica 2021 vede in testa la Comunità di Madrid, la più competitiva, in coda la Catalogna.  Questo indice economico-statistico permette a cittadini e imprese di valutare i costi e benefici dell’autonomismo tributario in base alle proprie priorità ed esigenze, che siano la riduzione della pressione fiscale sui contribuenti o il rispetto del criterio di progressività del prelievo tributario.

L’hit parade delle regioni più competitive
L’analisi della competitività fiscale fra comunità regionali spagnole di questo studio è attenta ai dettagli e ai particolari. L’indice è infatti “costruito” sulla base di 60 parametri suddivisi fra i vari tipi di tributo, dall’imposta sul reddito individuale alle imposte locali, per valutare luci e ombre dei sistemi regionali. 
La classifica vede in testa, nelle prime cinque posizioni, leComunità di Madrid, Biscaglia, Alava, Guipuzcoa e Isole Canarie.  Il “sistema Madrid” è giudicato più virtuoso rispetto agli altri, ma la ricerca suggerisce comunque al governo madrileno di tagliare l’imposta di successione e di ridurre alcune aliquote dell’imposta sui redditi per rimanere al passo dei concorrenti più agguerriti. Le Canarie, nonostante la quinta posizione, sono invece messe sotto accusa per non aver corretto il ritocco verso l’alto dal 2,5% al 3,5 dell’imposta sui patrimoni voluto dal governo centrale.
In fondo alla classifica si trovano Estremadura, Asturie, Aragona, Comunità Valenzana e Catalogna. Lo studio è fortemente critico rispetto alle scelte della regione catalana, che “ha il doppio delle tasse regionali rispetto al resto delle regioni  spagnole”. Sotto accusa, in particolare, le imposte sul reddito, quella di successione e la patrimoniale, ritenute troppo pesanti. 

La competitività ti salva dalla “dannazione fiscale”
Secondo Tax Foundation le conclusioni a cui porta l’Indice di Competitività Fiscale fra le regioni spagnole sono molto chiare. L’autonomia dei territori in materia di tributi i può favorire la competitività fra le aree regionali ed evitare che l’intero stato si trasformi in un “inferno fiscale”. L‘autonomia regionale consentirebbe quindi di bilanciare le tendenze del Governo centrale a innalzare la pressione tributaria. Ma non sempre è così, perché se la Comunità di Madrid non aumenta nessuna aliquota da 17 anni, la Comunità di Valencia fissa invece l’aliquota marginale più elevata dell’imposta sui redditi al 55,2%, una percentuale – osserva Tax Foundation – vicina al 55,9% della Danimarca.
In Spagna, aliquote alla mano, ogni regione gode di una forte autonomia fiscale, che consente di delineare modelli di tassazione locale tracciati sulla base di obiettivi di policy differenti e anche piuttosto divergenti.

Il sistema tributario spagnolo
Per capire meglio lo studio sulla competitività fiscale fra le regioni spagnole è utile analizzare il meccanismo federale che qui regola il sistema tributario. Si tratta di uno schema articolato su più livelli, che lo rende “un sistema fiscale quasi federale” (vedi la scheda paese dedicata alla Spagna).
In pratica, nell’architettura tributaria spagnola le regioni ricevono una parte significativa del gettito e hanno la possibilità di modificare in autonomia le aliquote dell’Imposta sulle persone fisiche (Impuesto sobre la Renta de las Personas Fìsicas, Irpf) e di altri tributi come l’imposizione patrimoniale. Il ricavato di alcune imposte, invece, è assegnato per intero ai governi regionali.

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