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Dal mondo

Saint Lucia, tutto pronto
per il debutto dell'Iva

Dal 1° settembre l'imposta sul valore aggiunto fa la sua comparsa nell'ordinamento tributario dell'isola

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Il governo della monarchia parlamentare di Saint Lucia ha varato una serie di provvedimenti in materia fiscale. Per prima cosa è stato deciso di introdurre l'imposta sul valore aggiunto (VAT) con aliquota standard pari al 15%. Proprio l’isola caraibica era l’ultimo Paese a non avere, nel proprio ordinamento, l'Iva. Con il passaggio della tassazione (dalle persone) alle cose è, inoltre, previsto un abbassamento della pressione fiscale in capo alle aziende e alle persone fisiche. Attualmente, la corporate income tax si attesta con una aliquota flat del 33,33% sul reddito maturato, mentre la personal income tax a scaglioni da 10.000 ecd fino ad oltre i 30.000 ecd è con aliquote progressive dal 10 al 30%. Previsto, inoltre, un aumento della land tax (tassa per i proprietari terrieri che non risultano residenti nell’isola). A oggi varia da uno 0% x acro fino a 10 ettari a 1.00 ecd x acro oltre i 500 ettari. La riforma investe anche l’imposta locale sugli immobili (imposta fondiaria ora pari al 5%).   Debito e bilancio Tre sono le finalità principali che il governo intende raggiungere con l’introduzione dell’Iva: ridurre il debito pubblico e il deficit di bilancio. Inoltre, l’obiettivo dell’Esecutivo caraibico è di ampliare la base imponibile e ridurre il carico fiscale sul reddito a favore del consumo. Ciò consentirebbe la rimozione di una serie di altri dazi e imposte dirette, che hanno effetti distorsivi sui settori produttivi e sul benessere e il comportamento dei consumatori.  Nel complesso, questa riforma – ha spiegato il primo Ministro e ministro delle Finanze, Anthony Kenny, dovrebbe tradursi in una semplificazione del sistema fiscale aumentandone l’efficienza e diminuendo i costi e i tempi di riscossione delle entrate. Al contempo è amplificata la cooperazione e la partecipazione delle persone nella riscossione delle tasse.  Il premier, inoltre, ha anche proposto l’istituzione di un Comitato parlamentare di controllo per monitorare e guidare l’attuazione della imposta sul valore aggiunto.    Aumenti e ribassi Con l’applicazione dell’Iva i prezzi di alcuni beni e servizi aumenteranno, mentre altri diminuiranno in quanto la nuova imposta andrà a sostituire altre tasse sui consumi, sugli alloggi in hotel, sui canone di noleggio di autoveicoli, sui telefoni cellulari e quella a tutela della protezione ambientale.  Il tasso standard dell’Iva sarà del 15% per beni e servizi mentre una aliquota ridotta pari all’8% sarà applicato al settore alberghiero e dei servizi connessi della ristorazione fino al 30 aprile 2013. In quella data sarà assunta una determinazione sulla futura aliquota da applicare a questi settori (molto produttivi per l’economia del Paese).    Le esenzioni Dall’applicazione dell’Iva, invece, saranno escluse alcune merci tra cui quelle destinate all’esportazione, quelle in vendita al duty-free, il combustibile, l’energia elettrica, il latte, le patate, il pollo, l’acqua e le uova fresche. Sono esenti, inoltre, i servizi medici. Il premier ha chiarito che il governo ha preso questa decisione politica in riconoscimento del fatto che persone con un basso reddito possono essere influenzate negativamente dalla introduzione dell’Iva.  In effetti, prosegue il premier, l’Iva offre la possibilità di trattare direttamente con il benessere sociale consentendo deroghe per alcuni specifici beni o servizi.   
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