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Dal mondo

Regno Unito: il Galles ha un piano.
In cantiere la Tourism Tax

Il governo locale presenta la road map 2021-2026. Income Tax: aliquote bloccate fino al superamento degli effetti del Covid

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Il Governo del Galles punta a introdurre un’imposta sui soggiorni turistici. È questa la principale novità del Tax Policy Work Plan 2021 to 2026 presentato nei giorni scorsi dall’esecutivo. Il primo ministro gallese Mark Drakeford ha fatto dell’introduzione di un tributo a carico dei turisti uno dei punti chiave del suo programma e nel corso del 2022 si svolgerà una consultazione pubblica che valuterà tutti gli interessi in gioco. La road map per il quinquennio, inoltre, precisa che le aliquote delle imposte sul reddito non saranno aumentate fino al superamento dell’impatto del Covid sull’economia. Del resto, in Galles le istituzioni locali godono di un ampio livello di autonomia tributaria, frutto di lunghe contrattazioni fra Londra e Cardiff, in base al quale il Paese ha la possibilità di rimodulare la Income Tax programmata a Downing Street.

Tourism Tax, la parola alle istituzioni locali
La consultazione relativa all’introduzione dell’imposta sul turismo si svolgerà nella seconda parte del 2022. Si punta all’approvazione di un progetto di legge che consenta alle autorità locali di decidere se desiderano introdurre un tributo sui visitatori che soggiornano nelle loro aree con l’obiettivo di sostenere la ripresa del settore turistico dopo il crollo causato dagli effetti della pandemia da coronavirus. La consultazione sarà preceduta dall’analisi degli effetti di misure simili sul turismo in altre aree del mondo, proprio per poter valutare i costi e i benefici e l’impatto complessivo di una Tourism Tax in Galles. “Sono convinto - ha commentato Drakeford - che una Tourism Tax, se ben applicata, porterà beneficio a tutto il settore turistico, perché permetterà alle autorità locali di fare gli investimenti necessari per rendere più accoglienti le loro aree. Al momento sono le popolazioni locali che pagano per ogni cosa. Pagano per i bagni, pagano per i parcheggi, per i musei e per festival locali”. Il progetto del governo prevede comunque di lasciare alle istituzioni locali la possibilità di scegliere se introdurre o meno il prelievo fiscale sui soggiorni turistici nei territori amministrati. Il Piano 2021-2026 si sofferma, inoltre, sull’imposta sui redditi, tappa fondamentale nel percorso di decentramento fiscale.

Aliquote “congelate” per la Income Tax gallese
La Income Tax gallese ha poco più di due anni di vita. Entrata in vigore nell’aprile 2019, l’imposta sui redditi made in Wales, è frutto del processo di decentramento fiscale da Londra a Cardiff, sancito dal Wales Act 2014. Al momento, però, per scelta del governo locale le aliquote gallesi (e le fasce di reddito corrispondenti) sono le stesse applicate in Inghilterra e in Irlanda del Nord. La situazione potrebbe però cambiare presto, il Piano 2021-2026 prevede, infatti, di “esaminare quale impatto potrebbe avere un cambiamento delle aliquote sui contribuenti gallesi”. Nessuna aliquota, assicura però il piano, cambierà fino al termine dei pesanti effetti - stimati in un calo del Pil del 13% per il 2020 dal sito Economic Observatory - della pandemia sull’economia del Galles.  Il governo gallese non intende fare passi indietro sulla strada della Tax Devolution. Lo precisa il Ministro delle Finanze Rebecca Evans nel documento Tax Policy Framework, pubblicato nei giorni scorsi. “Continueremo a gestire le nostre imposte decentrate - ha dichiarato l’esponente di Governo - nel contesto del più ampio sistema fiscale britannico. Un decentramento fiscale di successo ci permette di rimanere allineati agli standard Uk quando ciò ha senso e di differenziarci quando le nostre caratteristiche lo richiedono. Continueremo a fare la nostra parte nel rafforzamento del decentramento fiscale attraverso lo sviluppo della Tax Policy gallese”.

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