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Dal mondo

Regno Unito, entrate oltre 636 miliardi.
In crescita anche i servizi fiscali digitali

Il report “HM Revenue and Customs Annual Report and Accounts 2019 to 2020” sintetizza l’ultimo anno di attività del Fisco

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Oltre 636 miliardi di sterline di entrate incassate, con un incremento dell’1,4% rispetto all’anno precedente e quasi 13 milioni di utenti dei servizi fiscali digitali. Questi i numeri chiave del report dell’Agenzia delle Entrate e delle Dogane britannica relativi all’ultimo anno fiscale concluso, che si è chiuso esattamente al primo incalzare in Europa dell’emergenza Covid, il 31 marzo 2020.

I dati sui controlli
Secondo quanto si apprende dalla lettura del report HM Revenue and Customs Annual Report and Accounts 2019 to 2020, nell’anno finanziario 2019-2020 il Fisco di Sua maestà ha incassato circa 636 miliardi di sterline, 8,8 miliardi in più rispetto allo scorso anno, confermando un trend in crescita dal 2015.
L’imposta sul reddito, i contributi nazionali assicurativi e l’Iva guidano l’aumento delle entrate fiscali, segnando un risultato più che positivo rispetto all’anno precedente. In particolare, le prime due voci sono aumentate del 2,1% per un incasso pari a 336 milioni di sterline, incremento strettamente correlato al numero degli occupati e al livello dei salari. A subire la variazione percentuale maggiore è però l’imposta sui capital gains, aumentata del 7,1% anche se in valore assoluto il suo incasso è inferiore a quello delle altre imposte (10 miliardi di sterline).
L’emergenza causata dal Covid-19 non ha influito sugli introiti dell’Erario presi in considerazione dal bilancio perché i dati si riferiscono al periodo che termina lo scorso 31 marzo.
Per completare il quadro dell’attività di controllo, il report presenta una serie di ulteriori dati: quasi 37 milioni di sterline sono stati incassati grazie all’attività di contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. Sul fronte dei controlli, ben 1.958 indagini avviate dalle Entrate hanno bloccato tempestivamente attività di riciclaggio di denaro e sono state irrogate sanzioni per oltre 9 milioni di sterline.
Nel settore dell’evasione offshore, il report evidenzia come l’impegno dell’Agenzia sia stato costante negli anni, portando nelle casse dell’Erario dal 2010 circa 3 miliardi di sterline. Oltre 168 milioni, invece, sono arrivati grazie alla Worldwide Disclosure Facility, la procedura che, lanciata nel settembre 2016, ha permesso a più di ventimila contribuenti di portare allo scoperto le somme detenute all’estero.
 
Servizi fiscali: al centro l’esperienza dell’utente
Obiettivo non meno importante per il Fisco britannico è quello di semplificare il pagamento delle tasse e l’assolvimento degli altri obblighi da parte dei contribuenti. I numeri dell’ultimo anno parlano chiaro e testimoniano un cambiamento con il segno più. Circa 12 milioni e 700mila contribuenti hanno utilizzato i servizi fiscali digitali, un milione in più rispetto all’anno precedente, quasi 42 milioni di chiamate sono state gestire dal contact center dell’Agenzia e quasi 2 milioni dall’helpline dedicato all’Iva. 
Nell’ultimo anno, inoltre, l’81,6% degli utenti si è dichiarato soddisfatto dell’utilizzo dei servizi fiscali, una percentuale superiore rispetto a quella del periodo 2018-2019 (circa l’80,4%).
Migliorare la cosiddetta customer experience, ovvero l’esperienza del cliente, è, infatti, uno degli obiettivi prioritari delle Entrate britanniche che hanno ampliato nell’ultimo anno gli strumenti di misurazione della qualità percepita dagli utenti dei servizi fiscali.
Per esempio, è stata introdotta la misura Net easy, un mezzo attraverso cui i contribuenti possono dare un punteggio su una scala di cinque valori, da “molto facile” a “molto difficile” sul servizio digitale utilizzato. O la misura di valutazione Once and Done che indica il caso in cui la richiesta di un utente viene risolta al primo contatto (online o via telefono) senza dover essere smistata a uno step successivo.

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