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Regno Unito: anche a Scientology
accesso alle agevolazioni fiscali

Una sentenza della Corte Suprema potrebbe permettere all’organizzazione di richiedere i benefici tributari

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Agevolazioni fiscali a Scientology? Potrebbe essere questa la conseguenza derivante dalla sentenza della Corte Suprema del Regno Unito dell’11 dicembre 2013 (UKSC 2013/0030). Una decisione che farà discutere anche per i riflessi di natura tributaria che potrebbe comportare.
 
Il fatto all’origine della sentenza
I giudici britannici, infatti, nel definire che due “appartenenti” all’organizzazione potranno sposarsi in una cappella della Church of Scientology situata a Londra, di fatto, hanno riconosciuto la struttura come culto religioso che ora potrebbe accedere ai benefici di natura tributaria. Su questi presupposti è sorta la querelle britannica. In estrema sintesi, a una coppia britannica era stata negata, da parte di funzionari comunali, l’autorizzazione a contrarre matrimonio presso una sede dell’organizzazione perché non riconosciuta come “luogo di culto”.
Di qui il ricorso all’Alta Corte che ribadiva l’orientamento amministrativo riprendendo una decisone del 1970 R v Registrar General, ex parte Segerdal [1970] 2 QB 697 (“Segerdal”).
Infine, i due si sono rivolti alla Suprema Corte che, con la recente decisione, ha ribaltato, nella sostanza, il significato di religione in quanto il concetto stesso “non può essere confinato e limitato nell’avere fede in una divinità, nel qual caso verrebbero lesi alcuni diritti fondamentali configurando una forma di discriminazione religiosa nella società contemporanea”.
 
Le conseguenze fiscali
Ma quali possono essere gli aspetti fiscali che potrebbero discendere dalla sentenza? Come noto, negli Usa, che ha riconosciuto lo status di “charity” a Scientology dal 1993, il culto può fruire delle esenzioni fiscali per sé e per i suoi gruppi affiliati. A seguito della corrente decisione, anche nel Regno Unito la confessione potrebbe avere diritto agli sgravi fiscali previsti per i luoghi di culto. Sul rapporto tra il Regno Unito e le organizzazioni religiose, infatti, giova segnalare che nel territorio britannico (anglicano) lo Stato non finanzia alcuna Chiesa, ma, comunque, ne assicura l’esenzione dalle imposte sugli immobili.
Nel Regno Unito, la cui Chiesa ufficiale è quella anglicana mentre in Scozia è quella presbiteriana, la tassazione sugli immobili prevede l’esenzione da Irpef in caso di proprietà-possesso. Tuttavia, è prevista una Council Tax (imposta locale con 8 classi di appartenenza per ogni immobile A-H la cui aliquota può variare in base alla regione dall'1,2% al 3,5%).
 
Paesi pro e contro
Scientology, termine che deriva dal latino “scio” (conoscere) e dal greco “logos” (discorso), può essere tradotta con il significato di “discorso sulla conoscenza”.
Il movimento, che raccoglie e diffonde l’insieme delle credenze e pratiche filosofiche ideate dal fondatore Lafayette Ronald Hubbard nel 1954, è considerata, a tutti gli effetti, una religione negli Stati Uniti e in Australia.
In Europa, invece, la questione è più controversa. In alcuni Paesi, è il caso della Spagna, l’organizzazione è giuridicamente riconosciuta e, pertanto, equiparata a una confessione mentre in altri Stati, come ad esempio in Francia, è ritenuta un “culto pericoloso” (e, quindi, contraria alla legge) e in Svizzera, Germania e Belgio come “culto totalitario” (avverso alla costituzione). Della questione si è occupato anche il Parlamento europeo quando (1997 sul fenomeno settario in Europa) nella relazione finale, ha definito Scientology come esempio di setta. Il Cesnur (Centro di ricerca sul pluralismo religioso e sulle minoranze religiose), invece, la include tra le religioni e movimenti del potenziale umano.
 
Il culto che non è culto
Nella realtà, Scientology è una organizzazione priva di una teologia e di un concetto ben definito di Dio. Per tali ragioni secondo alcuni non richiedendo agli adepti di avere fede in un “soggetto supremo” non dovrebbe essere ricondotta a una religione (cioè a un soggetto giuridico) ma ad un culto o a un meccanismo di auto-miglioramento. Questa tesi, come visto, è stata, tuttavia, confutata dalla sentenza dei giudici britannici.



Fonte
Sentenza della Corte
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