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Dal mondo

Open data, Spagna prima in Europa.
Anche il Fisco è in formato “aperto”

Il Paese iberico capofila nei dati aperti con il portale istituzionale Datos. Disponibili anche informazioni fiscali

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La Spagna conquista il primato nel ranking europeo dei dati aperti. Secondo un rapporto pubblicato sul portale europeo degli open data, dal titolo “Open Data Maturity in Europe 2016, Insights into the European state of play”, è il principale trend-setter per il secondo anno consecutivo. Il Paese guadagna infatti la prima posizione sia nella classifica generale sia in quella sulla disponibilità dei dati. Non solo: in base al rapporto Ocse “Government at a Glance 2017” la Spagna è sesta nella categoria “Open, useful and reusable governmental data”.

Quando “open” è sinonimo di crescita  
Negli ultimi anni, il governo spagnolo sta compiendo un grande sforzo per pubblicare dataset utili per le imprese, e in particolare per le start-up, in modo da sostenere lo sviluppo di servizi a valore aggiunto per i cittadini. Il “quartier generale” di questa mole di informazioni è Datos.gob.es, il portale web che raccoglie tutti i dati liberi governativi nato dal progetto Aporta.es (lanciato nel 2009 per diffondere in Spagna la cultura della condivisione degli open data). Un portale che vanta oggi numeri di tutto rispetto e un trend in continua crescita: oltre 16mila i dati a disposizione nel 2017, a fronte dei 7mila del 2015, e più di 500 aziende che riutilizzano e traggono beneficio da queste informazioni. Generando un volume economico che, secondo un articolo  pubblicato sul sito Iota (Intra-european Organisation of Tax Administrations), si aggira intorno ai 700 milioni di euro. Cifre che dimostrano quanto sia importante sostenere politiche che promuovano gli open data e il loro riutilizzo: l’apertura dei dati pubblici, infatti, non ha risvolti importanti solo per le Pa, ma anche per il sistema economico in generale. Le informazioni cartografiche, per esempio, o quelle sui trasporti, sui beni culturali, o ancora i dati demografici, immobiliari e sull’occupazione possono essere efficacemente sfruttati per realizzare applicazioni e servizi a valore aggiunto per i cittadini e per le imprese.

I dati “a catalogo” dell’Amministrazione fiscale spagnola
Tra i dati disponibili su Datos.gob.es ci sono quelli di natura fiscale, che vengono abitualmente  pubblicati anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate spagnola. Il Fisco, si legge sul sito dell’Agencia Tributaria, “dispone di una grande quantità di informazioni inedite che possono essere di grande interesse e di grande valore per i cittadini e le imprese”. Queste informazioni, che sono principalmente statistiche e riguardano le questioni fiscali e doganali, sono ora online. Numerose le banche dati online: dal “calendario del contribuente” un vero e proprio memo per aiutare i contribuenti a ricordare le scadenze fiscali dell’anno, alle statistiche sulle dichiarazioni Ires, che forniscono un quadro dettagliato dei diversi settori, sui redditi delle persone fisiche, sul commercio estero. Navigando all’interno delle varie sezioni sono disponibili anche i dati sull’Iva e quelli relativi alle vendite, all'occupazione e ai salari delle grandi imprese (società con un volume di operazioni superiore a 6 milioni di euro), i rapporti annuali e mensili sulla riscossione delle imposte e le “Estadística de los declarantes de IRPF por municipios”, ovvero le statistiche delle dichiarazioni dei redditi per comune, che forniscono un quadro completo del reddito personale lordo dei contribuenti ai fini dell’imposta sul reddito, oltre che una stima del reddito disponibile. I dati sono raggruppati per voce e a livello nazionale, di Comunità autonoma o comunale con oltre 1.000 abitanti. Di link in link, si scopre per esempio che nel 2015 il gettito fiscale gestito dal fisco iberico, pari a 189 miliardi, è cresciuto del 4% rispetto all’anno precedente. O ancora, nel rapporto sui servizi telematici, che gli spagnoli hanno inviato 14 milioni e 700mila dichiarazioni via internet (erano poco più della metà nel 2010). Quanto ai redditi, sempre con riferimento al 2015, il lordo medio è stato pari a 33.600 euro (3.161.273 dichiarazioni) nella Comunità autonoma di Madrid, a 28.700 euro (3.474.254 dichiarazioni) in Catalogna e a 21.300 euro (3.256.045 dichiarazioni) in Andalusia.

A proposito di open data
L’espressione “open data” fa riferimento a dati pubblici in formato aperto e per questo disponibili alla libera consultazione da parte di cittadini. La partita dell’open data si è aperta anche in Italia con il portale dei dati aperti della Pa www.dati.gov.it, che mira a promuovere il riuso delle informazioni pubbliche da parte di cittadini, imprese, associazioni di categoria e Pa.  Dati.gov è gestito dall’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e ospita il catalogo degli open data rilasciati in formato aperto dalle pubbliche amministrazioni italiane. Vanno nella stessa direzione anche alcune esperienze sviluppate a livello locale. Come quella lanciata a inizio novembre dal Comune di Milano: un “Geoportale” che accoglie, in forma organizzata, l’intero patrimonio informativo geografico di Palazzo Marino e che consente ai cittadini di  gestire e condividere i dati in maniera integrata.
 
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