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Dal mondo

Ocse: sul lavoro la media
della tassazione è ferma al 2014

Pubblicata dalla organizzazione con sede a Parigi la classifica Paese per Paese che offre utili indicazioni

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Pubblicate le statistiche sulla tassazione dei lavoratori negli Stati aderenti all’Ocse. Nel 2015 il carico fiscale medio sul reddito da lavoro è rimasto stabile (in percentuale il 35,9%, esattamente come nel 2014), ponendo fine a una serie di aumenti annuali costanti risalenti al 2011. Esistono comunque ancora oggi enormi differenze tra gli Stati aderenti all’Organizzazione, sia in relazione al cuneo fiscale, sia in relazione alle imposte sui redditi da lavoro.  
 
La Danimarca il Paese con la tassazione più elevata
Il risultato delle pagelle elaborate dai tecnici dell’Organizzazione internazionale è poco confortante per l’Italia, visto che anche nel 2015 la tassazione sul lavoro è risultata tra le più accentuate. La classifica del peso del lavoro (il cuneo fiscale) ci vede arrivare quinti nel caso dei lavoratori single (con un cuneo pari al 49%) e terzi nel caso di coppie con figli (39,9%). L’indice delle imposte sul reddito dei lavoratori, invece, identifica la Danimarca come il Paese con la tassazione più rilevante sia sui single (l’Italia è ottava) che sulle coppie con figli (l’Italia è undicesima).
 
Punti chiave e “medie” vaganti – L’ultima indagine Ocse in materia fornisce informazioni interessanti ma non del tutto inaspettate. In ogni caso bisogna andare oltre il podio (negativo) dei Paesi con un carico tributario elevato sui lavoratori e valutare l’andamento nel tempo dell’insieme di dati pubblicati nel rapporto Taxing Wages 2016. Ma soprattutto  bisogna tenere a mente che tutti i risultati presentati nell’indagine fanno riferimento a medie, al cui interno esiste un universo fatto di sfumature e valori attribuiti a realtà lontane le une dalle altre (a cominciare dai gruppi che possono disporre di differenti livelli di reddito, aliquote, crediti di imposta e tax expenditures).
 
Il punteggio Paese per Paese – Partiamo dal peso del cuneo fiscale “medio” relativo ai single. In questo caso l’Italia si piazza in quarta posizione insieme all’Ungheria. Meglio di Germania, Belgio e Austria, ma comunque peggio della Francia e di tutti gli altri Paesi Ocse, la cui media si attesta sul 35,9%. Risultati ancora meno confortanti se si guarda alle coppie con figli. Il cuneo fiscale italiano per una famiglia monoreddito è del 39,9% (terzo posto dopo Francia e Belgio).  I cunei fiscali più bassi sui single nel 2015 sono stati registrati in Cile (7%), Nuova Zelanda (17,6%) e Messico (19,7%).
Per quanto riguarda il carico tributario sui salari, invece, l’Italia è l’ottavo Paese a pesare sui single (tassazione dello 17,5%) e l’undicesimo sulle coppie con figli (12,3%).  Il carico tributario “medio” più leggero sulla categorie delle famiglie con bambini è di Cile, Polonia e Corea del Sud.
 
La media e gli squilibri – Il rapporto dell’Organizzazione con sede a Parigi mostra che, mentre le imposte sui redditi da lavoro sono aumentate relativamente poco in 24 dei 34 paesi Ocse, questo risultato è stato compensato da una diminuzione in otto paesi nel 2015. L’indagine sottolinea che Estonia, Grecia e Spagna hanno sperimentato una diminuzione significativa di almeno un punto percentuale.
Un altro dato che emerge dal report è che nel 2015 l’Ocse ha registrato un aumento di oltre 0,4 punti percentuali nel cuneo fiscale di cinque paesi. Insieme all’Italia (passata dal 48,2% al 49%), peggiorano perciò Australia, Lussemburgo, Israele e Portogallo.
In tutti i paesi dell'Ocse, infine, con la sola esclusione di Messico e Cile, il cuneo fiscale per i lavoratori con figli è più basso di quello per i lavoratori single senza figli. Il gap si è rivelato particolarmente accentuato in Germania, Irlanda, Lussemburgo, Slovenia e Repubblica Ceca.
 
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