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Dal mondo

Ocse, nel 2020 diminuisce il cuneo fiscale.
Focus su Covid-19 e imposte sul lavoro

La media del costo del lavoro registrata nei Paesi Ocse è stata pari al 34,6%. In Belgio il cuneo fiscale più elevato, il più basso in Colombia

Cuneo fiscale 2021

È online il report Taxing Wages 2021, la pubblicazione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo che analizza ogni anno l’andamento del cuneo fiscale nei Paesi membri. L’edizione presentata nei giorni scorsi esamina i dati del 2020 e punta i riflettori anche sull’impatto che la pandemia Covid-19 ha avuto sul carico fiscale relativo al lavoro dipendente.

Valori in discesa nel 2020
Dal rapporto emerge che il cuneo fiscale medio Ocse, ovvero la differenza tra il costo del lavoro per il datore di lavoro (retribuzione lorda) e la relativa retribuzione netta del dipendente, è stato del 34,6%, nel 2020, con una diminuzione di 0,39 punti percentuali rispetto al 2019. I dati esaminati si riferiscono ai redditi di lavoratori single senza figli che percepiscono il salario nazionale medio e riguardano tutti e 37 i Paesi membri dell’Organizzazione con sede a Parigi.
Il Belgio presenta il cuneo fiscale più elevato del gruppo, ma valori alti sono stati riscontrati anche in Germania (49,0%), Austria (47,3%), Francia (46,6%) e Italia (46,0%). È la Colombia, invece, a vantare la percentuale più bassa, pari allo 0. Livelli modesti anche in Cile (7,0%) e Nuova Zelanda (19,1%).
Per quanto riguarda l’andamento rispetto al 2019, nel 2020 il cuneo è diminuito in 29 Stati membri. Le cause della contrazione? Gli esperti Ocse ipotizzano che in 21 dei Paesi dell’area Ocse in cui il cuneo fiscale è in discesa ciò sia dovuto principalmente alle imposte sul reddito più basse piuttosto che a una diminuzione del salario medio. Ad esempio, in Francia, Polonia e Slovenia sono state ridotte le aliquote dell’imposta sul reddito, mentre in Italia la riduzione del cuneo è dovuta all’ulteriore detrazione d’imposta per alcuni scaglioni di reddito introdotta temporaneamente lo scorso anno.
Sette, invece, gli Stati in cui il cuneo fiscale è aumentato, principalmente a causa dell’incremento delle imposte sul reddito.
Il report evidenzia, inoltre, un filo rosso che unisce calo del cuneo e crisi economica: la flessione più consistente del costo del lavoro tra un anno e l’altro si è verificata, oltre che nel 2020, anche nel 2008 (-0,48%) e nel 2009 (-0,52%), gli anni in cui le economie erano state investite dalla crisi finanziaria globale.

Come è cambiata la tassazione del lavoro delle famiglie
Sotto analisi anche il costo del lavoro nel 2020 per le famiglie. In particolare, il cuneo fiscale nelle coppie monoreddito e con due figli ha subito una contrazione dello 1,15%, attestandosi al 24,4%.
Nel dettaglio, sono 16 i Paesi Ocse che nel 2020 presentano un calo (Austria, Belgio, Canada, Colombia, Finlandia, Germania, Islanda, Irlanda, Italia, Corea, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia e gli Stati Uniti). Sette di questi Paesi hanno introdotto misure fiscali e previdenziali ad hoc per aiutare le famiglie a fronteggiare le conseguenze della crisi causata dal Covid-19.
In percentuale, nel 2020, per le coppie con un reddito e due figli, il cuneo fiscale più elevato sul salario medio è stato in Turchia (38,2%). Grecia, Svezia e Francia hanno avuto cunei fiscali compresi tra il 37% e il 38%. La Colombia ha avuto il cuneo fiscale più basso (-5,4%), seguita da Nuova Zelanda (5,0%), Cile (7,0%) e Svizzera (9,6%).
È interessante notare come anche nel 2020 il cuneo fiscale delle famiglie monoreddito e con due figli sia nettamente inferiore a quello medio del lavoratore single, con un divario che si è allargato dello 0,7% dal 2019.  In ogni caso, nel 2020 il cuneo fiscale per entrambe le tipologie di lavoratori presenta il livello più basso dal 2000 (ad eccezione del 2009 dove per le famiglie monoreddito con figli il cuneo era ancora più basso, mentre era uguale a quello del 2020 per i lavoratori single).

L’impatto del Covid-19
Il report analizza anche l’impatto che l’emergenza sanitaria ed economica ha avuto sul costo del lavoro. Per questa edizione del Taxing Wages, infatti, è stato chiesto ai Paesi membri di rendere disponibile un breve elenco delle misure fiscali sul lavoro introdotte per fronteggiare la crisi causata dal Covid-19. Dalla ricognizione è emerso che il calo medio nazionale del cuneo fiscale sia stato determinato soprattutto dalle politiche fiscali messe in atto dai Governi nazionali per supportare i lavoratori piuttosto che dalla diminuzione del salario medio. In particolare, le misure governative sono state finalizzate principalmente a garantire aiuti monetari diretti, rivolti principalmente alle famiglie con figli che, quindi, sono state maggiormente supportate rispetto ai lavoratori single.

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