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Dal mondo

Ocse: su entrate e pressione fiscale
una strada con una sola via d’uscita

A indicare un piano di cooperazione è uno studio commissionato dal G20 durante il meeting del 2012

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Come aumentare le entrate tributarie degli Stati e rendere più equa la distribuzione del carico fiscale? A questa domanda cerca di rispondere uno studio dell’Ocse, Base erosion and profit shifting. La ricerca rappresenta la base per un piano d’azione contro l’elusione internazionale che l’Ocse formulerà per il G20 entro luglio, secondo quanto stabilito dal Gruppo nel corso del summit tenutosi a Mosca qualche giorno fa. Lo studio è stato commissionato all’organizzazione con sede a Parigi dal G20, durante il meeting che si è tenuto a Città del Messico nel giugno dello scorso anno. A sostenere la ricerca, in primis, i governi di Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti.
 
Il peso del fisco
Il report redatto dall’organizzazione con sede a Parigi dimostra come il carico fiscale pesi maggiormente sulle spalle delle piccole e medie imprese e dei cittadini. Le multinazionali, invece, sfruttando le falle dei sistemi tributari, riescono a trovare scorciatoie per pagare meno tasse. Gli stratagemmi messi in atto, però, “sebbene siano tecnicamente legali, in realtà erodono la base imponibile di molti Paesi e minacciano la stabilità del sistema fiscale internazionale”, come sottolineato dalle parole del segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria. 
Il report analizza innanzitutto la consistenza del fenomeno Besp, ovvero di come avvenga l’erosione dell’assetto fiscale e il trasferimento dei benefici. Nei paesi Ocse, le entrate provenienti dalla tasse versate dalle aziende rappresentano in media il 10% del totale.  Le multinazionali però riescono a pagare solo il 5% di tasse sul reddito d’impresa, mente le aziende più piccole sopportano un carico del 30%. La ricerca dimostra, infatti, come le aziende multinazionali, attraverso una pianificazione fiscale aggressiva, riescono a versare meno imposte, ad esempio, creando società off-shore, o dichiarando le perdite e le spese nei Paesi ad alta pressione fiscale e i profitti, invece, negli Stati a fiscalità privilegiata.
 
Doppia tassazione, occupazione e investimenti all’estero
Lo studio evidenzia come le regole vigenti in ambito internazionale siano state finalizzate soprattutto alla eliminazione della doppia tassazione, con lo scopo di incentivare l’occupazione e gli investimenti all’estero. In questo modo, però, è stata spesso fornita, indirettamente, alle aziende che operano in più Paesi l’opportunità di eludere o evadere le maglie del fisco.
Il report non suggerisce quali siano, nell’ambito della tassazione societaria, le aliquote ottimali per ottenere una giusta distribuzione del carico fiscale, ma suggerisce un piano di azione basato sulla cooperazione internazionale. Su questo fronte, gli argomenti oggetto della ricerca saranno tema di discussione nella riunione del Tax forum Ocse che si terrà a Mosca nel prossimo mese di maggio.
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