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Dal mondo

Ocse, confronto globale sul Fisco – 1
Il punto su digitale, ambiente e pandemia

La riunione virtuale del progetto promosso da Ocse e G20 è stata un’occasione per discutere di numerosi temi

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Si è svolto virtualmente l’undicesimo meeting del framework sul progetto Beps, Base Erosion and Profit Shifting (erosione della base imponibile e trasferimento degli utili), promosso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo e dal G20.
Una tre giorni, dal 27 al 29 gennaio, che ha visto la partecipazione dei più importanti rappresentanti dell’Ocse e delle Amministrazioni finanziarie degli Stati membri. In particolare, l’assemblea plenaria dell’Inclusive framework si è svolta nei primi due giorni dell’evento. La giornata del 29 gennaio è stata invece dedicata al Tax and Development Day, un fitto calendario di incontri in cui sono stati illustrati una serie di progetti Ocse di natura fiscale attualmente in corso. Al Tax and Development Day sarà dedicato un secondo articolo in uscita nei prossimi giorni.

Il progetto Beps
L’Inclusive Framework sul progetto Beps, istituito nel 2016 dall’Organizzazione con sede a Parigi, riunisce oltre 135 stati che portano avanti congiuntamente un’attività di contrasto all’elusione e all’evasione fiscali.
In particolare, l’obiettivo è contenere le strategie di pianificazione fiscale che permettono alle imprese di sfruttare le maglie delle norme tributarie per spostare i profitti verso Paesi con basse o addirittura inesistenti tassazioni. L’Ocse ha calcolato che queste pratiche costano agli Stati perdite di gettito che oscillano dai 100 ai 240 miliardi di dollari all’anno. Nell’ambito di questo progetto, sono state individuate 15 azioni per contrastare l’evasione fiscale, assicurare una maggiore trasparenza e rafforzare il coordinamento delle norme fiscali nazionali. Su questo fronte, ad esempio, dal 2016 oltre 285 regimi fiscali hanno subito modifiche, nell’intento di porsi sempre più in linea con il rispetto delle regole. Un impegno che si è esteso nel corso degli anni anche ai Paesi in via di sviluppo, 67 dei quali oggi sono parte attiva del framework.

Un’assemblea plenaria a tutto tondo
L’evento di fine gennaio, oltre a fare il punto sullo stato di attuazione del progetto Beps, ha rappresentato un’occasione per un confronto globale sul tema Fisco. Molti, infatti, gli argomenti di cui si è discusso.
Tra i principali, l’impatto che l’emergenza Covid-19 ha avuto sull’economia e la fiscalità dei Paesi e sull’attività e l’organizzazione delle Amministrazioni che si occupano di imposte e tributi.
Il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurrìa, nel suo intervento ha evidenziato come le conseguenze della pandemia abbiamo accentuato le disparità economiche e come la leva fiscale possa essere utilizzata per garantire una maggiore equità nella società e nell’allocazione delle risorse economiche.
Durante l’incontro è stato affrontato, inoltre, il ruolo che la fiscalità gioca nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
Ampio spazio è stato dato anche al tema dell’etica fiscale: cosa spinge i singoli contribuenti e le imprese a pagare le tasse? Questa la domanda a cui gli esperti hanno cercato di rispondere, traendo spunto da un report elaborato dall’Ocse.

Focus su digitale e ambiente
Non poteva mancare il confronto sul tema della tassazione dell’economia digitale. Su questo punto, il segretario Gurrìa ha ribadito come il framework Beps sia pronto a intervenire su due fronti: modificare la tassazione in modo che le multinazionali operanti nel settore digitale versino le imposte nelle giurisdizioni di mercato e fornire una tassazione minima globale. Come sottolineato dal segretario generale, il gruppo di lavoro sul Beps si è impegnato a presentare una proposta entro la metà del 2021.
Gli esperti, infine, si sono confrontati anche sul rapporto tra Fisco ed equità di genere e sulla tassazione ambientale. Quest’ultima rappresenta una sfida importante perché, secondo le parole del numero uno dell’Ocse, il 70% delle emissioni inquinanti non sono tassate per intero sia nelle economie avanzate, sia in quelle emergenti. Una maggiore imposizione fiscale in questo settore, ha sottolineato Gurrìa, rappresenterebbe, inoltre, uno dei mezzi più importanti per contrastare il cambiamento climatico.

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