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Dal mondo

Il miglior sistema fiscale del 2019?
Ancora una volta è quello estone

A decretarlo è la Tax Foundation, l’ente di ricerca indipendente e apartitico statunitense, che ha da poco pubblicato un’analisi sulla fiscalità dei Paesi Ocse

Tax foudation 2019

Il sistema fiscale estone si conferma ancora una volta come il più attrattivo dei Paesi sviluppati. Per il sesto anno consecutivo, la Tax Foundation, l’istituto di ricerca indipendente e apartitico statunitense, ha posizionato il sistema estone in cima alla classifica dei sistemi fiscali più efficienti dei Paesi Ocse. Ogni anno, infatti, l’istituto elabora un indice, l’International Tax Competitiveness Index, che misura l’efficacia della macchina fiscale dei più importanti Paesi del mondo attraverso l’adesione di ciascun sistema ai criteri di competitività e neutralità.
Ma perché proprio questi criteri? Innanzitutto perché oggi grazie alla delocalizzazione le imprese hanno la possibilità di scegliere di investire in quei Paesi che offrono un sistema fiscale più attraente, con aliquote fiscali basse che permettono di massimizzare i rendimenti. Secondo le ricerche Ocse, infatti, le imposte sulle società sono le più dannose per la crescita economica, mentre lo sono meno quelle sul reddito delle persone fisiche e sui consumi. Il secondo criterio utilizzato, ovvero la neutralità, garantisce invece che il mercato sia influenzato il meno possibile da distorsioni di tipo economico, come per esempio incentivi o sgravi fiscali utilizzati dai governi per favorire il consumo rispetto al risparmio, ecc.
Una legislazione fiscale competitiva e neutrale promuove sia gli investimenti che una crescita economica sostenibile, generando al tempo stesso un gettito sufficiente per finanziare le priorità governative. Per questo la Tax Foundation li ha scelti come criteri guida per stilare questa classifica.
In particolare, l’indice di competitività viene calcolato prendendo in considerazione più di quaranta variabili di politica fiscale, raggruppate in cinque categorie. Queste variabili misurano non solo il livello di imposizione, ma anche come tale imposizione viene strutturata. Le macrocategorie oggetto di analisi sono state: le imposte sulle società, quelle sul reddito delle persone fisiche, quelle sui consumi (come per esempio l’Iva), quelle sul patrimonio e quelle sugli utili generati all’estero.

Le caratteristiche del sistema fiscale estone
In base al report, l’Estonia risulta essere il miglior Paese, tra quelli Ocse, dove far nascere e crescere nuove imprese in relazione al suo sistema fiscale, che rappresenta un contesto particolarmente fertile e adatto per lo sviluppo imprenditoriale. La sua posizione di eccellenza è dovuta, in particolare, a quattro caratteristiche positive del suo sistema fiscale. Innanzitutto, l’ex Paese dell’Unione Sovietica ha un’aliquota fiscale del 20% che si applica solo agli utili distribuiti e una flax tax del 20% sui redditi delle persone fisiche che non si applica ai redditi da dividendi. Inoltre, la sua imposta sul patrimonio si applica solo al valore dei terreni, anziché a quello di beni immobili o capitali, ed ha un sistema fiscale basato sulla territorialità che esenta il 100% degli utili di fonte estera generati da società estoni dall’imposizione nazionale (a parte qualche eccezione).

Sul podio Nuova Zelanda e Lettonia
Il secondo posto della classifica sull’attrattività dei sistemi fiscali Ocse è occupato dalla Nuova Zelanda, che ha una tassa sul reddito delle persone fisiche relativamente piatta e con basse aliquote da cui - tra l’altro - sono esenti le plusvalenze, un’imposizione sul patrimonio ben strutturata e un’imposta sul valore aggiunto ad ampia base. Al terzo e al quarto posto si collocano gli altri due Paesi Baltici: la Lettonia, che ha adottato recentemente il sistema estone di imposizione sulle società, e la Lituania, che ha la terza aliquota più bassa sui redditi delle società (pari al 15%), un trattamento relativamente neutrale dei costi degli investimenti in capitale e un sistema di imposizione sui redditi delle persone fisiche ben strutturato. Quinto posto, invece, per la Svizzera, che ha un’aliquota fiscale sul reddito delle imprese relativamente bassa (pari al 21,1%), un’imposizione sui consumi molto modesta e ad ampia base e un’imposizione sui redditi delle persone fisiche relativamente piatta, da cui sono esenti le plusvalenze.

Il sistema francese chiude la classifica
Se da sei anni l’Estonia può vantarsi di avere il miglior sistema fiscale dei Paesi Ocse, dagli stessi anni la Francia occupa l’ultima posizione della classifica, detenendo il triste primato di peggiore sistema fiscale. I nostri cugini d’oltralpe hanno, infatti, una delle aliquote fiscali sul reddito delle società più alte dell’Ocse (34,4%), un’imposizione sui patrimoni elevata, un’imposta netta sui patrimoni immobiliari, un’imposta sulle transazioni finanziarie e un’imposta fondiaria. Anche il reddito delle persone fisiche è soggetto ad un’imposizione elevata e progressiva che si applica sia ai dividendi sia alle plusvalenze.

I principali cambiamenti rispetto allo scorso anno
Rispetto alla classifica dello scorso anno ci sono stati diversi cambiamenti. Il Canada, per esempio, è passato dal 20° al 15° posto grazie all’introduzione di un ammortamento crescente degli investimenti in capitale per le società sotto forma di attrezzature ed edifici, mentre la Turchia è salita dalla 16ma al 13ma posizione, grazie al miglioramento di tre indicatori relativi al tempo necessario per l’adempimento degli obblighi fiscali in materia di reddito per le società, reddito delle persone fisiche e imposte sui consumi.

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