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L’internal revenue code nel mirino del Senato Usa

L’organo costituzionale ha esaminato di recente un progetto per modificare alcune parti del codice tributario

La modifica si è resa necessaria per introdurre una nuova sezione, dopo il Subchapter C del capitolo 80 dell’Internal Revenue Code che contiene le disposizioni relative a diversi sub-capitoli del codice, denominata "Sec. 7875. controlled foreign corporations in tax havens treated as domestic corporation". La nuova sezione contiene la disciplina delle controlled foreign corporations localizzate in paradisi fiscali, che dovranno essere trattate ai fini dell’imposizione sui redditi come società residenti negli Stati Uniti (domestic corporation).

La nozione di corporation, domestic e United States person
Per società residenti si intendono le società costituite o organizzate negli Stati Uniti; in particolare in base al titolo 26 della Sezione 7701 dell’Irc il termine "corporation", identifica le associazioni, le società di capitali e le società assicurative, il termine "domestic" indica le società (sia di persone che di capitali) create o organizzate negli Stati Uniti e secondo la legge americana; il termine "United States person" identifica, tra gli altri, le società di persone e di capitali residenti negli Stati Uniti.

La nozione di tax haven Cfc
Per l’applicazione della nuova disciplina si considerano "tax haven Cfc" le società estere che sono costituite o organizzate ai sensi della legislazione interna di un paradiso fiscale; sono società Cfc per un periodo ininterrotto, durante il periodo di imposta, di 30 giorni. Non ricadono nella definizione precedente tutte le società i cui redditi derivano dall’esercizio di un’attività commerciale o industriale nel Paese dove sono costituite o organizzate.

La lista di Paesi e i poteri dell’Agenzia delle Entrate Usa
Sono considerati paradisi fiscali i seguenti Paesi: Andorra; Anguilla; Antigua e Barbuda; Aruba; Bahamas; Bahrain; Belize; Bermuda; Isole Vergini britanniche; Isole Cayman; Isole di Cook; Cipro; Domenica; Gibilterra; Grenada; Guernsey; Isola di Man; Jersey; Liberia; Liechtenstein; Maldive; Malta; Isole Marshall; Mauritius; Principato di Monaco; Montserrat; Nauru; Antille olandesi; Niue; Panama; Samoa; San Marino; San Christopher e Nevis; Seychelles; Saint Lucia; Saint Vincent e Grenadines; Tonga; Turks e Caicos; Vanuatu. L’Internal Revenue Service potrà modificare la lista di tali Paesi considerati paradisi fiscali se ciò è necessario ai fini dell’applicazione delle nuove disposizioni. La nuova disciplina entrerà in vigore a partire dai periodi di imposta successivi al 31 dicembre 2008.
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