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Dal mondo

J5, è il momento di una nuova “Challenge”.
Fari accesi sulle aziende del settore Fintech

Focus dell’edizione 2021 dell’evento internazionale le società che forniscono servizi di tecnologia finanziaria

Sfida J5

Una nuova sfida per il J5. Alla fine del mese di marzo si è svolto - in forma virtuale - il terzo “campus” anti evasione del Joint Chiefs of Global Tax Enforcement, la partnership internazionale composta dai vertici delle amministrazioni tributarie di Usa, Regno Unito, Canada, Australia e Paesi Bassi.
Anche questa volta investigatori, esperti di criptovalute e data scientist del J5 hanno messo insieme le loro competenze e capacità per individuare i soggetti e le organizzazioni dietro i reati fiscali commessi globalmente.
 
La grande sfida dei big data
Per via della pandemia in corso, quest’anno l'evento internazionale noto come "The Challenge" si è svolto in video conferenza. Per una settimana, quindi, l‘incontro ha riunito telematicamente esperti delle giurisdizioni facenti parte del J5, con la missione di ottimizzare l’enorme mole di dati disponibili in funzione anti evasione.
"Durante questa sfida, gli esperti hanno lavorato duramente”, ha affermato Niels Obbink, direttore generale dell’Agenzia delle entrate dei Paesi Bassi. Del resto, ha aggiunto lo stesso Obbink, “"in un mondo digitale in rapida evoluzione, anche il J5 deve adattarsi e cambiare",
Tra le informazioni setacciate dal dream team di specialisti rientrano sia quelle derivanti da fonti aperte sia quelle provenienti da fonti investigative relative a ogni nazione coinvolta, a partire dai dati sui conti offshore dei propri cittadini. Utilizzando vari strumenti di analisi, i membri di ognuno dei 5 Paesi sono stati inseriti in gruppi di lavoro con il compito di esaminare insieme i dati e gli indizi disponibili al fine di intercettare i trasgressori delle norme in materia finanziaria e fiscale.
Jim Lee, capo della sezione investigativa dell’Irs, ha ricordato che, come è già successo negli ultimi due anni, “Queste sfide si traducono in vere e proprie azioni di contrasto intraprese dal J5. Servono come un'opportunità per continuare a condividere le informazioni e sviluppare ulteriormente gli indizi, ma danno anche il via alle indagini. Mi aspetto che vedremo i risultati da questa sfida nei mesi e negli anni a venire ".
 
Un settore molto particolare
La challenge di quest’anno si è concentrata sulle società di tecnologia finanziaria (FINtech). Per il J5, è stato ribadito più volte, non esiste alcun pregiudizio nei confronti delle aziende operanti nel settore FINtech. In pratica, il crescente interesse delle cinque amministrazioni coinvolte è una conseguenza del fatto che evasori fiscali e riciclatori di denaro possano ricorrere ai prodotti offerti da un settore relativamente nuovo e poco regolamentato per commettere reati. Del resto, le aziende di questo settore inventano soluzioni finanziarie nuove e innovative, sfruttando principalmente le opportunità digitali offerte da internet.
Molte società FINtech sviluppano e commercializzano nuovi prodotti finanziari e possibilità di pagamento tramite criptovalute, piattaforme per l’elaborazione dei pagamenti, campagne di crowdfunding e assicurazioni. Con questi prodotti, le società del settore competono con i grandi istituti finanziari tradizionali (a partire da banche e compagnie di assicurazione). In pratica, tutte le società FINtech hanno un attributo in comune: commerciano in beni e servizi online e immateriali. A causa della natura intangibile del loro business, possono commerciare da qualsiasi parte del mondo, limitati solo dalla effettiva disponibilità della connessione a internet.
 
Le precedenti edizioni della “Sfida”
La prima challenge si era tenuta nel 2018 ad Utrecht (vedi articolo “J5: la cooperazione prende forma. È il momento di “The Challenge”). In quel caso la “sfida” era stata ospitata dal Fiscal Intelligence and Investigation Service (l’Agenzia delle entrate dei Paesi Bassi) e aveva riunito i principali data scientist, esperti di tecnologia e investigatori di tutti i 5 Stati membri in una spinta coordinata per rintracciare i professionisti che progettano le frodi fiscali e finanziarie dietro mandato dei propri clienti.
Nel 2019, erano stati gli Stati Uniti a ospitare la seconda challenge (a Los Angeles) sul tema delle criptovalute. L’edizione di quest’anno si è infatti svolta a distanza, senza padroni di casa, a causa della pandemia causata dal coronavirus. Sebbene una collaborazione internazionale di questa portata tragga vantaggio dall'interazione face to face, fonti del J5 hanno assicurato che i team hanno comunque interagito proficuamente grazie al ricorso alle piattaforme virtuali. I risultati, in teoria, non dovrebbero tardare.
 

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