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Inflazione: i dati di maggionel rapporto Eurostat

Pubblicati i dati statistici a livello europeo che consentono utili raffronti tra gli Stati membri

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Inflazione in diminuzione nel mese di maggio. Rispetto ad aprile l'inflazione annuale si è attestata al 2,7% nell'area dell'euro e al 3,2 nei 27 Stati dell'Unione europea. L'anno scorso l'inflazione era all'1,7% nell'eurozona e al 2,1% nell'Unione europea a 27. Sono le principali indicazioni contenute nell'ultimo Rapporto Eurostat, l'Istituto statistico dell'Unione europea e fornisce dati statistici a livello europeo che consentono utili raffronti tra Stati membri, pubblicato in questi giorni. Negli Stati membri dell'Unione europea i livelli più contenuti di inflazione sono stati registrati in Irlanda (1,2%), Svezia (+1,7%) e Repubblica Ceca (2,%). Romania (8,5%), Estonia (5,5%) e Lituania (5%) hanno invece registrato i livelli più elevati. Rispetto al mese di aprile l'inflazione annua è aumentata in quattordici Stati membri, rimasta stabile in quattro ed è diminuita in nove. In rapporto alla media dei dodici mesi precedenti il tasso più contenuto è stato registrato Svezia (1,5%) e Paesi Bassi (1,6%) e il più elevato in Romania (7,5%), Grecia (4,8%) ed Estonia (4,5%).

I comparti che hanno subito gli aumenti maggiori su base annua sono stati i trasporti (5,3) seguiti dagli affitti con un +4,7, le bevande alcoliche e i tabacchi con un +3,6%. Incrementi più contenuti nel settore degli elettrodomestici (1%) e delle comunicazioni dove si registra una diminuzione (-1%). Per quanto riguarda i sottoindici dettagliati, i carburanti per i trasporti, gasolio per riscaldamento ed elettricità hanno contribuito al rialzo del tasso annuo di inflazione. Di segno opposto l'effetto registrato da telecomunicazioni, affitti e settore automobilistico. Il tasso annuo di inflazione, ricorda la nota di Eurostat, misura la variazione di prezzo tra il mese corrente e lo stesso mese dell'anno precedente. Questa misura è sensibile alle variazioni recenti del livello dei prezzi, ma può essere influenzata da effetti una tantum e per mese. A 12 mesi, il tasso medio supera questa volatilità confrontando la media degli indici dei prezzi al consumo armonizzato (IPCA) negli ultimi 12 mesi con la media dei 12 mesi precedenti. Questa misura è meno sensibile alle variazioni transitorie dei prezzi.
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