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Dal mondo

G7, semaforo verde sulla global tax.
A Londra tutti d’accordo sui due pilastri

Intesa raggiunta tra i ministri delle finanze di Regno Unito, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Usa e Unione europea

G7 Londra 2021

Nella riunione economica del G7 tenutasi lo scorso sabato a Londra è arrivato il battesimo ufficiale della discussa riforma fiscale internazionale, frutto di anni di lavoro di tecnici e sherpa in sede Ocse/G20. Con il vertice britannico, i 7 ministri delle finanze (più l’Unione europea) hanno dato l’atteso via libera all’impianto normativo che porterà le multinazionali a pagare la loro quota di tasse in tutti gli Stati in cui operano.

Le fondamenta della futura riforma
La riunione del G7 si è conclusa con l’approvazione della soluzione basata sui due pilastri (vedi l’articolo Ocse, ecco la roadmap per il fisco della nuova economia globale digitale) pensata per affrontare le sfide fiscali derivanti da un'economia globale sempre più globalizzata e digitale.
Nell'ambito del primo pilastro, le multinazionali più grandi e redditizie saranno tenute a pagare le imposte nei Paesi in cui operano e non solo dove hanno la loro sede legale, tramite un particolare meccanismo di riallocazione degli utili. Il compromesso raggiunto dal vertice dei 7 grandi prevede che queste norme si applicheranno alle aziende con un margine di profitto di almeno il 10%.
Nell'ambito del secondo pilastro, inoltre, il summit del G7 ha accolto il principio di una imposta minima valida a livello globale (con un’aliquota del 15%).
L'accordo raggiunto a Londra sarà discusso nei dettagli all’incontro dei ministri dell’economia e delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 a presidenza italiana, previsto per il mese di luglio a Venezia.

La reazione dell’Ocse
Il nuovo segretario dell’Ocse Mathias Cormann ha commentato favorevolmente l'accordo raggiunto lo scorso sabato dai ministri delle finanze del G7 sugli elementi chiave di una riforma fiscale globale. “I governi di tutto il mondo – ha evidenziato Cormann, appena insediatosi al vertice dell’organizzazione internazionale - devono essere in grado di racimolare le entrate necessarie per finanziare i servizi pubblici essenziali" con modalità che siano "efficienti, con meno   distorsioni, giuste ed eque".
Il neo segretario ha anche sottolineato l’importanza dello sforzo comune che punta a raggiungere una soluzione multilaterale condivisa. Per questo – ha concluso Cormann – la presa di posizione del G7, contenente un’intesa su un livello minimo di tassazione globale, è un passo di grande importanza nel percorso per la riforma delle norme su cui si basa il sistema fiscale internazionale. L’augurio del segretario è che questa decisione dia una spinta considerevole alle discussioni in agenda che coinvolgeranno i 139 membri del Quadro inclusivo Ocse/G20 sul Beps.

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