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Dal mondo

Fisco Usa, un 2021 all’insegna
dei contributi a fondo perduto

Spazio alle nuove tecnologie. Arriva anche l’opzione della “lingua preferita” nel dialogo fisco-contribuenti

irs smartphone

Nuovo rapporto del Fisco statunitense sulle attività messe in campo lo scorso anno. Prima di passare in rassegna i risultati raggiunti, è per il caso di ricordare come negli States anche il 2021, come l’anno precedente, è stato segnato dall’emergenza pandemica. Al riguardo, le misure introdotte dal Governo di Washington per sostenere milioni di famiglie e di aziende (tra fondi ad hoc e contributi automatizzati) hanno consentito alle Entrate statunitensi di erogare oltre 800 miliardi di dollari a milioni di cittadini nel periodo che va dal primo ottobre 2020 al 30 settembre 2021. Una cifra record di flussi “in uscita” rindirizzati a famiglie e piccole e micro-aziende che non ha paragoni rispetto alle crisi passate.

I dati su dichiarazioni e riscossione nell’era del coronavirus
Nonostante il periodo di crisi economica e l’attuale livello di disoccupazione, le imposte riscosse dall’Irs nel periodo 2020/2021 hanno superato i 4mila  miliardi di dollari. In sostanza, ogni singolo contribuente ha versato in media quasi 1.700 dollari d’imposte sui redditi, mentre i documenti dichiarativi presentati e lavorati sono stati 269 milioni. In aumento la quota di dichiarazioni dei redditi inviate telematicamente, direttamente o tramite intermediari . In particolare, i contribuenti individuali hanno presentato online 138 milioni di dichiarazioni (erano  119 milioni nel 2020). Anche le imprese hanno aumentato l’indice di preferenza dell’online nell’invio delle dichiarazioni dei redditi, passando dai 30 milioni del 2020 ai 32 milioni del 2021.

Reati fiscali e cyber-crime
L’attività anti-evasione ha consentito di aprire quasi 3mila investigazioni per crimini correlati all’evasione fiscale o a frodi finanziarie. In particolare, l’Irs è stata impegnata anche sulla nuova frontiera del cyber-crime, dove la nuova Unità-speciale di controllo ha avviato 149 indagini penali, ne ha completate 159 e ha ottenuto 51 condanne, l’85% dei casi portati di fronte ai giudici competenti.

L’IA per tenere il passo con il rapido cambiamento tecnologico
L'Irs è impegnata da tempo nell’investire e sfruttare appieno la tecnologia per migliorare il processo decisionale soprattutto in tema di controllo. Le nuove tecnologie continuano a cambiare il modo in cui le organizzazioni nei settori pubblico e privato centrano i loro obiettivi o erogano i servizi. Dunque le tecnologie digitali sono fondamentali per migliorare i servizi come la riscossione delle imposte,i controlli fiscali e l’intercettazione di eventuali frodi o meccanismi elusivi.  Nel 2021 ad esempio, il fisco Usa ha identificato più di 500mila casi di tentativi di ottenere un rimborso fiscale illecito attraverso furti di identità

Curiosità, il fisco multilingue
Un’innovazione del fisco d’oltreoceano ha riguardato la possibilità di scelta, da parte del contribuente di indicare la lingua preferita per dialogare con gli uffici o i singoli operatori dell’Irs. Inoltre, dal 2021 s’è provveduto a lanciare per la prima volta la dichiarazione dei redditi modello 1040 integralmente in spagnolo. E non è tutto, perché sono offerti servizi in cinese tradizionale, in cinese moderno e in tahitiano e russo. Della serie, fisco globale.     

155 milioni di contribuenti individuali e più di 12mila miliardi di redditi dichiarati
Sono questi i due numeri con cui l’Irs si confronta perché fissano la misura dello spazio di manovra del fisco. In particolare, più di 30 milioni di lavoratori dichiarano meno di 15mila dollari l’anno di reddito, mentre in vetta sono 1,7 milioni i contribuenti facoltosi che dichiarano più di 500mila dollari l’anno. Gli estremi di reddito fissati dall’Irs indicano in quasi 1,5 milioni il reddito medio dei super-ricchi e in 7mila dollari l’anno il reddito disponibile per le classi più povere. Naturalmente, i più ricchi, 1,7 milioni di contribuenti, versano all’incirca il 15% dell’imposta individuale totale sui redditi, pur rappresentando l’1% dei contribuenti.

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