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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
Segno meno sull’anno 2020

Nei Paesi monitorati dal Dipartimento Finanze cali dal 3,6% al 9% del gettito rispetto al 2019

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Il bilancio finale sull’andamento del gettito fiscale incassato in Europa nel 2020 rispetto al 2019 restituisce un calo generalizzato delle entrate. È la fotografia scattata dal Dipartimento delle Finanze nel report sull’andamento delle entrate tributarie internazionali dell’intero periodo gennaio-dicembre 2020, una panoramica che riporta e compara i trend degli incassi erariali registrati da Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. In tutti i Paesi compresi nel monitoraggio, le entrate complessivamente incassate nel corso del 2020 sono state inferiori rispetto al 2019, con una diminuzione che va dal -3,6% dell’Irlanda al -9% della Francia.
Il 2021, però, inizia con uno scenario parzialmente diverso: nel report dedicato al primo mese del 2021, infatti, compare qualche segno più, che aggiunge al quadro una maggiore variabilità: il dato in positiva controtendenza è soprattutto quello del gettito tributario della Francia (+6,1%), su cui influisce – spiega il bollettino - una forte crescita dell’imposta sui consumi dei prodotti energetici. Leggerissima crescita anche per il Regno Unito (+0,1%), mentre si mantiene negativo l’andamento per gennaio 2021 negli altri Paesi, soprattutto per la Germania e il Portogallo, che registrano un calo delle entrate rispetto a gennaio 2020 rispettivamente del 11,1% e del 13,2%. Come di consueto, ciascun report analizza Paese per Paese i trend delle principali imposte di cui si compone il gettito.

Il quadro complessivo del 2020
Le conseguenze economiche causate dalla pandemia di SARS-CoV-2 hanno lasciato una traccia ben chiara anche nelle casse pubbliche. Un mese dopo l’altro a partire dal primo trimestre 2020, i segni negativi delle entrate dei vari Stati considerati sono via via aumentati e l’anno si chiude confermando un calo generalizzato: diminuisce il gettito tributario dell’Irlanda (- 3,6%), che risulta il Paese meno penalizzato dallo shock economico. La peggiore variazione è invece quella della Francia (-9%), che tuttavia aveva registrato un calo anche nei due confronti annuali precedenti.  Gettito 2020 più esiguo anche per Italia (-5,3%), Portogallo (-6,2%), Germania (-7,3%), Regno Unito (-7,8%), Spagna (- 8,8%).
Flessione generalizzata anche considerando la sola Iva, con una riduzione sotto il 10% per Portogallo (- 8,6%), Italia (-9,7%) e Germania (-9,8%), mentre il calo si fa a due cifre per Regno Unito (-10,8%) Spagna (-11,5%), Francia (-11,8%) e, più distaccata, Irlanda (-17,8%).

Il 2021 inizia ad andamenti diversificati
Il primo report relativo al 2021, che monitora le entrate del mese di gennaio rispetto a gennaio 2020,  registra una maggiore variabilità rispetto al totale del 2020: si riscontra, infatti, un aumento di entrate rispetto al primo mese del 2020 (quindi in un certo senso ancora più significativo, visto che eravamo ancora in fase pre-Covid) in Francia (+6,1%), che comprende, sostiene il Dipartimento Finanze, una forte crescita dell’imposta sui consumi dei prodotti energetici. Sostanzialmente in linea con lo stesso mese del 2020 risulta la dinamica del gettito tributario del Regno Unito (+0,1%), mentre per gli altri Paesi l’andamento è negativo: lieve calo per la Spagna (-1,2%), comunque in miglioramento rispetto ai dati tendenziali del 2020, cui segue l’Italia (-3,1%). Più marcate le contrazioni di gettito di Irlanda (-8,8%), Germania (-11,1%) e Portogallo (-13,2%).
Focalizzando l’attenzione esclusivamente sull’Iva, il solo incremento registrato è in Spagna (+10,6%), mentre gli incassi sono calati in tutti gli altri Paesi considerati: lievissima diminuzione per la Francia (-0,3%), cui seguono Italia (-7,5%), Regno Unito (-9,3%), Irlanda (-12,7%), Germania (-18%) e Portogallo (+19,3%).

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