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Dal mondo

Entrate tributarie internazionali.
I dati dei primi cinque mesi del 2021

Consumi e gettito Iva in ripresa in tutti i Paesi analizzati con l’eccezione del Portogallo

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È online il bollettino n. 148 delle Entrate tributarie internazionali a cura del Dipartimento delle Finanze, che riporta l’andamento del gettito fiscale in Francia, Germania, Irlanda, Italia, Portogallo, Regno Unito e Spagna nei primi cinque mesi del 2021. Nel periodo osservato, le statistiche mostrano come il gettito tributario sia in ripresa disomogenea ma generalizzata, con la sola eccezione del Portogallo, anche per via dell’allentamento delle restrizioni imposte in seguito allo scoppio della pandemia del SARS-CoV-2. Questi cambiamenti stanno favorendo una graduale e costante ripresa economica nei vari Paesi presi in esame dal bollettino. 
In generale, si osserva un dato positivo del gettito tributario spagnolo (+13,7%) in crescita rispetto all’analogo periodo del 2020, a causa della crescita delle imposte dirette. Positivo anche il gettito complessivo della Francia (+11,1%), merito della crescita dell’imposta sui prodotti energetici. Oltremanica, sia Regno Unito (+7,5%) che Irlanda (+9,1%) registrano trend positivi. Dal canto suo, la Germania conferma un andamento del gettito abbastanza positivo (+4,2%) anche se il volume delle imposte sul reddito non è ancora al livello di quello dell’anno scorso. In Italia il gettito tributario mostra una crescita rispetto allo stesso periodo del 2020 (+13,3%). Infine, il Portogallo evidenzia l’unica contrazione tendenziale (-6,6%) tra i Paesi osservati. 

Consumi e Imposta sul valore aggiunto
La disomogeneità tra i dati osservati nel bollettino – dovuta al fatto che le misure di lockdown e di sostegno  economico post pandemia sono state decise in tempi e con modalità differenti nei vari Paesi – risulta evidente anche nel caso del gettito Iva. Nei primi cinque mesi dell’anno in corso, infatti, le entrate relative all’imposta sul valore aggiunto sono state positive in Italia (+26,6%), Irlanda (+22,0%), Germania (+8,9%), Spagna (+5,9%) e Regno Unito (+2,4%), mentre sono andate giù in Portogallo (-3,1%) e Francia (-5,1%). In particolare, se l’Irlanda è andata consolidando un buon risultato, non si può che valutare positivamente anche i risultati di Germania e Spagna. I casi di Portogallo (-3,1%) e Francia (-5,1%), invece, mostrano una variazione tendenziale negativa ma in ripresa rispetto  ai dati registrati nei due Paesi nel corrispettivo lasso temporale del 2020.

Oltralpe si punta sulle imposte energetiche, nei Lander cresce l’Ires
In Francia le entrate tributarie sono cresciute di oltre dieci miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso (+11,1%). L’incremento, al netto dei rimborsi e degli sgravi fiscali, può essere fatto risalire alla  crescita  dell’imposta di consumo sui prodotti energetici. Dal punto di vista delle imposte dirette, invece, si nota un trend in salita dell’imposta sui redditi da lavoro e di quella sui redditi societari. L’Iva, come già detto, segna una flessione del gettito pari a -5,1%.
Spostandoci in Germania, si nota che il Paese ha osservato un andamento positivo dell’imposta sulle società, mentre è stato negativo quella sui salari (-3,3%). L’Iva è cresciuta (del +8,9%), ma altre imposte indirette non hanno avuto gli stessi risultati e sono scese anche in maniera abbastanza marcata: si tratta dell’accisa sui prodotti alcolici (-9,6%) e del gettito dell’imposta sui motoveicoli  (-2,9%). 

Irlanda e Regno Unito, dentro e fuori l’Ue
In Gran Bretagna la crescita del gettito ha mostrato una dinamica migliore di quella osservata nello stesso periodo dello scorso anno (+7,5%). Del resto sono andate bene sia le imposte dirette (+12,6%) che le imposte indirette (+2,3%). In Irlanda, la crescita è stata più marcata (+ 9,1%), per effetto dell’andamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+11,2%) e dell’imposta sul valore aggiunto (+22%). 

Risultato positivo della Spagna, in discesa il gettito del Portogallo
Le entrate tributarie spagnole sono cresciute del 13,7%, soprattutto per via del risultato positivo delle imposte dirette (+24,3%). Positivo, ma in misura più contenuta, anche l’andamento delle imposte indirette (+4,3%). 
Segno meno per l’altro Paese della penisola iberica, dove le entrate complessive toccano quota -6,6%, per effetto sia dell’andamento negativo dell’imposta sui redditi delle  persone fisiche  (-9,6%), sia dell’imposta sui redditi delle società (-6,9%) sia dell’Iva (-3,1%). In discesa anche le accise sui prodotti petroliferi ed energetici (-11,8%) e le imposte sui prodotti alcolici (-9,8%). In controtendenza l’imposta di bollo (che cresce del +1,1%). 

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