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Dal mondo

Entrate internazionali 2021.
Alta variabilità sul primo bimestre

Unico trend in crescita, le entrate francesi grazie all’imposta sul consumo dei prodotti energetici

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È stato pubblicato sul sito del Dipartimento delle Finanze il report delle Entrate tributarie internazionali di febbraio, che scatta la fotografia dell’andamento del gettito fiscale osservato in diversi Paesi europei nel primo bimestre 2021. Le percentuali che emergono, scaturite dal confronto tra le entrate registrate nei mesi di gennaio e febbraio 2021 in rapporto allo stesso periodo del 2020, vedono un segno positivo: si tratta del +2,8% registrato dalle entrate fiscali francesi, spinte dall’aumento del gettito dell’imposta sui consumi dei prodotti energetici. Diminuiscono rispetto all’anno scorso le entrate incassate dagli altri Paesi oggetto del monitoraggio mensile, anche se con percentuali considerevolmente differenti da un caso all’altro: trend negativi più contenuti sono stati riscontrati da Regno Unito (-1,3%), Spagna (- 3%), Italia (-4,1%), più marcati per Irlanda (-9%) e Germania (-9,1%), mentre il Portogallo registra una contrazione a due cifre (-17,4%).

In discesa ovunque le entrate Iva
Sul fronte Iva, l’andamento del gettito è negativo per tutti i Paesi considerati, ma va ricordato che il periodo di riferimento è particolare, visto che riguarda i primi due mesi dell’anno: se l’inizio del 2021 ha visto l’economia, e di conseguenza le entrate fiscali, ancora fortemente condizionati dalla presenza della pandemia, il periodo di diretto confronto sul 2020, i mesi di gennaio e febbraio, rappresenta l’ultimo tratto dell’era pre-Covid, quando i consumi e l’economia in generale non erano stati ancora influenzati dalle misure restrittive messe in campo nel 2020 per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Chiarito il contesto, gli incassi di Iva sono diminuiti in tutti i Paesi monitorati: l’Italia registra la flessione più leggera (-2,4%), cui seguono Spagna (-2,9%), Francia (-6,3%), Regno Unito (-10,6%), Irlanda (-13,1%), Germania (-18,5%). Il dato peggiore è nuovamente del Portogallo (-27,9%).

L’analisi Paese per Paese
Come di consueto, il report fornisce qualche dettaglio in più per ogni singolo Paese. In particolare, per la Francia si specifica che l’incremento del 2,8% si traduce in maggiori entrate rispetto al primo bimestre 2021 di un miliardo di euro, anche grazie alla crescita del gettito dell’accisa sui consumi dei prodotti energetici. Tra le imposte dirette è positiva la dinamica dell’imposta sui redditi sulle società, stabile invece quella delle imposte da lavoro. Per quanto riguarda la Germania, diminuiscono le entrate dell’imposta sui salari (-5,1%) e delle imposte indirette, mentre è positivo l’andamento dell’imposta sulle società. In Irlanda, la flessione del gettito del 9% riflette l’andamento negativo dell’imposta sulle società e dell’Iva (-13,1%). Positivo, invece, l’andamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche (+1,4%).
La decrescita del 17,4% registrata dalle entrate tributarie del Portogallo contiene al suo interno l’andamento negativo dell’imposta sui redditi delle società (-6,1%) e dell’Iva (- 27,9%), mentre si sono mantenute stabili le entrate dell’imposta sui redditi delle persone fisiche (-0,9%). Tra le altre imposte indirette sono calate le entrate da accise sui prodotti petroliferi ed energetici (-29,1%), l’imposta sui veicoli (-30,5%), le imposte sui prodotti alcolici (- 28,6%), le accise sul tabacco (-21,7%), mentre cresce l’imposta di bollo (+46,7%).
Sul Regno Unito vengono specificati l’andamento positivo del gettito delle imposte dirette (+6,9%) e quello negativo delle imposte indirette (-12,2%). Infine la Spagna: la riduzione tendenziale del 3% riflette in particolare l’effetto del risultato negativo delle imposte indirette (-5,3%). Stabile, invece, il risultato delle imposte dirette (-0,1%), con un incremento per l’imposta sulle persone fisiche (+2,5%) contrapposto a quello negativo per l’imposta sulle società (-8,3%). Tra le altre imposte indirette, il report segnala una riduzione del gettito delle imposte sugli idrocarburi (-17,4%), delle imposte speciali sul tabacco (-17,9%), delle accise sulla birra (- 15,2%) e sugli altri prodotti alcolici (-26%).

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