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Dal mondo

Cina e Giappone siglano il primo Apa bilaterale

Nel maggio di quest'anno i due Stati hanno raggiunto l’accordo con il contribuente con tempistiche ridotte rispetto alla media di altri Paesi

Secondo l’Ocse l’Apa è quell'accordo che stabilisce preventivamente, rispetto a transazioni tra imprese associate, una determinata serie di criteri (metodo, elementi comparabili e relative rettifiche appropriate, ipotesi di base su eventi futuri) attinenti al transfer pricing nel corso di un determinato periodo di tempo. Il contribuente che ha attivato la procedura per la richiesta di un Apa è uno dei maggiori produttori di componenti elettronici al mondo.
L'Amministrazione finanziaria cinese (SAT, State Administration of Taxes) e quella giapponese (NTA, National Tax Agency) hanno raggiunto l'accordo con il contribuente in soli nove mesi. Un risultato di grande rilievo se si considera che nella maggior parte dei Paesi i tempi per la conclusione di un APA bilaterale si aggirano in media intorno ai due-tre anni.
La definizione di Apa e le raccomandazioni Ocse
Secondo l'Ocse l'Apa (Advanced Pricing Arrangements) "è quell'accordo che stabilisce preventivamente, rispetto a transazioni tra imprese associate, una determinata serie di criteri (ad esempio: metodo, elementi comparabili e relative rettifiche appropriate, ipotesi di base su eventi futuri) attinenti al transfer pricing per quelle stesse transazioni, nel corso di un certo periodo di tempo". (Fonte: Transfer Pricing Guidelines for Multinational Enterprises and Tax Administrations). Poiché tali accordi possono essere considerati come un mezzo per prevenire l'insorgere di contenziosi aventi ad oggetto il transfer pricing l'Ocse raccomanda il ricorso ad APA bilaterali (o multilaterali) in quanto "l'approccio bilaterale (o multilaterale) assicura con molta più probabilità che gli accordi riducano il rischio di doppia imposizione, siano equi per tutte le amministrazioni fiscali e i contribuenti interessati, dando altresì maggiore certezza ai contribuenti stessi".
Un risultato di rilievo per la tempistica
L'Amministrazione finanziaria cinese (SAT, State Administration of Taxes) e quella giapponese (NTA, National Tax Agency) hanno raggiunto l'accordo con il contribuente in soli nove mesi, considerato che nella maggior parte dei paesi i tempi per la conclusione di un APA bilaterale si aggirano intorno ai due-tre anni. Il contribuente che ha attivato la procedura per la richiesta di un APA è uno dei maggiori produttori di componenti elettronici al mondo. La casa madre giapponese si occupa della produzione, del marketing e della vendita a livello globale, mentre la società figlia cinese importa materie prime e altri componenti dalla controllante giapponese e da altri fornitori indipendenti e vende la maggior parte dei prodotti finiti alla casa madre. Il modello di business adottato dalla società figlia cinese è molto comune per le società che svolgono prevalentemente un'attività orientata all'esportazione e caratterizzata da investimenti esteri; l'Apa oggetto di trattazione è applicabile soltanto alle transazioni relative alla produzione.
La normativa cinese
Secondo quanto previsto dalla normativa cinese la richiesta relativa ad un APA deve essere presentata agli uffici governativi responsabili cui di solito segue una fase preliminare (prefiling) in cui l'ufficio responsabile invia al contribuente una risposta entro 20 giorni relativa alla possibilità di proseguire nella procedura. In questa fase inoltre il contribuente è tenuto a fornire le seguenti informazioni: accordo proposto; condizioni relative all'accordo; documenti che si intendono presentare; rapporti annuali da compilare in relazione ad ogni anno di validità dell'Apa; casi a cui l'accordo può applicarsi retroattivamente. Informazioni più dettagliate sono quelle relative alle imprese correlate, agli accertamenti relativi ad anni precedenti, alle operazioni commerciali rilevanti, alle transazioni intercompany interne e internazionali, all'analisi funzionale e alla ricerca dei comparabili, agli aggiustamenti effettuati, ai metodi di determinazione del transfer pricing, alle assunzioni critiche, al ricorso alle Convenzioni contro la doppia imposizione.
Il Sat e il coordinamento con gli uffici del Fisco
Il Sat si occupa del coordinamento tra i vari uffici fiscali e gestisce direttamente tutte le fasi relative all'accordo quando la richiesta di Apa coinvolge uffici fiscali in più di tre province della Cina, l'ammontare delle transazioni intercompany è di grande valore, il caso è correlato alla negoziazione, all'applicazione, al rinnovo, alla modifica o alla conclusione di un APA bilaterale o multilaterale.
Le modalità in dettaglio
Nel caso di specie il contribuente ha interpellato sia l'Amministrazione Finanziaria cinese che quella giapponese sull'opportunità di richiedere un Apa bilaterale e successivamente ha svolto la fase preliminare con l'ufficio locale di Shenzhen (Sltb, Shenzen Local Tax Bureau) e con l'Nta. La prima questione oggetto dell'accordo è stata l'identificazione del metodo più appropriato per la determinazione del transfer pricing. Secondo la normativa cinese il metodo più idoneo per le entità manifatturiere è il costo maggiorato (cost plus), mentre secondo la normativa giapponese è il transactional net margin method (Tnmm) con l'utilizzo come indicatore di profitto (profit level indicator, Pli) del net cost-plus markup. Il contribuente ha ritenuto di doversi attenere alla disciplina giapponese e applicare il Tnmm e in fase di discussione con il Sat e l'Nta il consulente di parte ha dimostrato che tale metodo è sostanzialmente identico al costo maggiorato cinese dato che la Cina riconosce l'applicazione del net cost plus markup e ammette il confronto con società comparabili esterne.
La scelta dei comparabili
La seconda questione rilevante atteneva invece la scelta dei comparabili. L'Amministrazione Finanziaria giapponese è noto per la sua preferenza verso i comparabili interni, mentre il contribuente ha presentato come comparabili società cinesi che svolgevano attività produttive. Sia il Sat che l'Nta hanno convenuto che tra le 1.300 società quotate presso la Borsa di Shenzhen e presso la Borsa di Shanghai nessuna avesse funzioni, rischi e assets comparabili con la società produttrice cinese in esame né tantomeno svolgesse una attività produttiva simile. Nonostante tali difficoltà le due Autorità hanno convenuto su alcuni fattori chiave della comparabilità quali:
- le condizioni di mercato e dell'industria di riferimento;
- le politiche governative e le norme relative al settore industriale di appartenenza;
- la comparabilità del prodotto.
Le due Amministrazioni hanno tenuto il loro secondo incontro nel marzo del 2005 e l'accordo è stato definitivamente siglato nel maggio di quest’anno.
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