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Dal mondo

Cina: il dragone del Fisco
contro il serpente dell'evasione

Anche Pechino rafforza la cooperazione internazionale per contrastare il fenomeno che travalica i confini nazionali

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Si fa sempre più intenso lo scontro fra il dragone cinese del Fisco e il serpente dell’evasione fiscale.  Secondo l’Amministrazione finanziaria della Repubblica popolare cinese nel 2013 gli sforzi per contrastare il fenomeno hanno portato nelle casse del colosso asiatico quasi 47 miliardi di yuan: una cifra 38 volte superiore ai numeri del 2008. Questi e altri dati sono stati comunicati alla stampa internazionale nel corso di una video conferenza della State Administration of Taxation cinese svolta qualche settimana fa. Le cifre delineano un’economia cinese sempre più inserita nelle dinamiche del mercato mondiale, anche dal punto di vista della normativa fiscale e dello scambio di informazioni per la lotta all'evasione. La strategia di recupero dell’evasione scelta dalla Terra di Mezzo prevede una serie di misure e tappe significative: fra le più importanti, la firma nel settembre 2013 della “Convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale” dell’Ocse.

L’adesione  della "Convenzione multilaterale" –  La Convenzione è considerata dall’Ocse lo strumento multilaterale più completo disponibile fra le forme di cooperazione fiscale che puntano a contrastare l'evasione e l'elusione. L’adesione della Cina - Paese più popoloso del mondo, seconda economia mondiale e normativa fiscale giudicata complessa dagli esperti - alla "Convenzione multilaterale" è avvenuta nel settembre del 2013. Come sottolineano i vertici dell’Amministrazione finanziaria cinese, si tratta del primo accordo del genere firmato dalla Cina - il 56° stato ad aderire alla Convenzione -  con alcuni obiettivi principali: espandere il gettito e  rafforzare le relazioni di cooperazione internazionale in materia fiscale. In questo senso, alle intenzioni sono corrisposti i fatti, con la costruzione di una rete più fitta di relazioni internazionali. Nel 2013, afferma il Fisco cinese, sono state scambiate informazioni fiscali con 46 Stati, con un recupero di 5,6 miliardi di yuan in tasse.

Transfer pricing e doppia tassazione – Dal 2011 la Cina ha inoltre moltiplicato gli sforzi sul fronte del transfer pricing.  In particolare, secondo  la State Administration of Taxation, gli accordi con Macao e Hong Kong  hanno permesso allo Stato cinese di risparmiare oltre 34,5 miliardi in tasse per imprese e persone fisiche. Sempre sul fronte di Macao e di Hong Kong, regioni autonome della Repubblica popolare cinese con un ampio grado di "sovranità fiscale", è stato notevole l’impegno per eliminare  la doppia tassazione.

La Cina e l'evasione fiscale nel mondo - Se i numeri dimostrano che Pechino negli ultimi anni ha moltiplicato gli sforzi nella lotta all'evasione fiscale, la "chart" dell'evasione fiscale mondiale elaborata dal network indipendente Tax Justice Network rivela che molto resta ancora da fare: nel novembre del 2011 la Cina era infatti l'ottavo Stato al mondo nella classifica delle economie nazionali con un più significativo livello di evasione fiscale.  Ogni anno, secondo questa classifica, a causa dell'evasione circa 134 miliardi in dollari statunitensi non entrano nelle casse del Fisco cinese.
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