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In Cile l’ "ok fiscal" corre sul filo dell’Sms

Dall’8 aprile i contribuenti possono inviare un messaggino telefonico per richiedere il saldo delle imposte dovute
San Pedro de AtacamaLa nascita ufficiale del sistema tributario del Cile è datata 1902, anno in cui è stata istituita l’Amministrazione delle imposte sugli alcolici. Risale invece al 1995 l’era telematica del fisco che oggi consente ai contribuenti di dichiarare e pagare le tasse on line. A gennaio del 2005, in occasione del 103° anniversario della nascita del Fisco, al Servizio Interno delle Imposte è stato attribuito il Premio nazionale 2004 per la qualità dei servizi erogati.
Volendo datare storicamente la nascita del fisco cileno, probabilmente, dovremmo prendere in considerazione l'anno 1874 e, più precisamente il 1° settembre, quando, con l’emanazione della "Ley de Timbres y Estampillas y Papel Sellado" fu introdotta, per la prima volta nel Paese sudamericano, una tassa di due centesimi per ogni cento pesos sugli atti di trasferimento dei beni mobili.
Le origini del fisco cileno
Verosimilmente, invece, l’anno di nascita ufficiale del sistema tributario del Cile deve essere considerato il 1902, anno in cui è stata istituita l’Amministrazione delle imposte sugli alcolici che dieci anni dopo, con l’incorporazione di altri tributi, prese il nome di Direzione generale delle imposte. Nel 1972 con decreto del ministero delle Finanze è stato emanato il regolamento organico della Direzione generale che ha dato vita all’attuale struttura del fisco: il Servizio Interno delle Imposte (SII). Facendo un passo indietro risale invece al 1969 l’introduzione del RUT, Ruolo unico tributario, sistema unico d’identificazione per tutti i contribuenti (anagrafe tributaria cilena). Altra data importante è sicuramente il 1974, anno in cui nella legislazione tributaria del Cile è stata introdotta l’Imposta sul valore aggiunto (Iva) che ha sostituito l’imposta sulle compravendite.
L’avvento della telematica
Nel 1995 fa il suo debutto il sito Internet del Servizio Interno delle Imposte e inizia l’era telematica del fisco che oggi consente ai contribuenti di dichiarare e pagare le principali imposte on line. A gennaio del 2005, in occasione del 103° anniversario della nascita dell’amministrazione tributaria, al Servizio Interno delle Imposte è stato attribuito, nella categoria Servizio pubblico nazionale, il Premio nazionale per la qualità 2004. Ultima tappa, infine, il pagamento delle tasse con un messaggino telefonico (Sms). Dall’8 aprile i cileni possono inviare al Servizio Interno delle Imposte un Sms per chiedere il saldo delle imposte dovute al fisco e inviare una conferma se l’importo comunicato dal fisco è corretto.
Il sistema di tassazione e le principali imposte
I contribuenti che producono redditi, nel periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, devono presentare la dichiarazione e pagare le eventuali imposte entro il mese di aprile dell’anno successivo. Le persone residenti o domiciliate in Cile sono soggette all’imposta sui redditi ovunque prodotti, sia che la fonte sia localizzata nel Paese o si trovi all’estero. Gli stranieri che lavorano in Cile e stabiliscono il proprio domicilio o residenza nello Stato sudamericano per i primi tre anni assolvono l’imposta soltanto per i redditi prodotti in Cile. In alcuni casi particolari, questo periodo può essere prorogato. La legislazione tributaria cilena distingue tra varie specie d’imposta. Le imposte esistenti si possono ricondurre a quattro tipologie: imposta sul reddito, sulla vendita di beni e servizi, specifica, altre imposte.
Il Fisco e le società
L’imposta di prima categoria è quella che si riferisce al reddito delle società. Per il 2004 e gli anni successivi l’aliquota è del 17 per cento. L’imposta di prima categoria era del 15 per cento nel 2001, del 16 per cento nel 2002 e del 16,5 per cento nel 2003. Le società anonime e le stabili organizzazioni straniere scontano, in base all’imposta unica della legge sul reddito, la tassa unica addizionale calcolata in ragione del 35 per cento del reddito. Il reddito delle società cilene, comprese le stabili organizzazioni estere, è tassato due volte, infatti, è soggetto all’imposta di prima categoria nella misura del 17 per cento nel momento in cui è prodotto e sconta l’imposta di seconda categoria all’atto della distribuzione degli utili ai soci o quando sono trasferiti all’estero. L’aliquota dell’imposta addizionale è del 35 per cento. Il contribuente ha, però, diritto a un credito d’imposta in misura pari all’imposta di prima categoria pagata (17 per cento).

I redditi delle persone fisiche
L’imposta di seconda categoria è sui redditi di lavoro dipendente quali i salari e le pensioni. E’ progressiva, determinata mediante aliquote e scaglioni di reddito, ed è riscossa mensilmente dal datore di lavoro o dall’ente pagatore. L’aliquota marginale è stata portata nel 2003 al 40 per cento (nel 2002 era al 43 per cento e nel 2001 al 45 per cento).
Gli investimenti e l’Iva
Per quanto riguarda gli investimenti stranieri il fisco cileno consente all’investitore di optare per la tassazione fissa con l’aliquota del 42 per cento per un periodo di dieci anni. L’opzione è revocabile e, in tal caso, si torna ad applicare la tassazione ordinaria. L’Iva è la principale imposta sul consumo esistente in Cile, ha un’unica aliquota del 19 per cento e grava sulla vendita dei beni mobili, degli immobili di proprietà di un’impresa di costruzione e dei servizi prestati o utilizzati nel territorio nazionale previsti dalla legge. La stessa imposta grava sulle importazioni, abituali e non, effettuate sia da persone fisiche che giuridiche. L’Iva si dichiara e si paga entro il 12° giorno del mese successivo a quello in cui si realizzano le vendite o i servizi. L’aliquota dell’Iva sarà ridotta al 18 per cento da gennaio 2007, riportandola, così, al livello esistente a settembre 2003.
Le tasse speciali
L’ordinamento tributario cileno prevede, inoltre tasse speciali sulla vendita di beni di lusso, bevande alcoliche, auto usate ecc… Le successioni e le donazioni sono assoggettate all’imposta progressiva, applicando un’aliquota variabile, tra l’1 e il 25 per cento, a seconda del valore dei beni e del grado di parentela.
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