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Dal mondo

Africa, entrate sotto il 20% su Pil.
A trainare sono le imposte indirette

È online il nuovo rapporto Ocse sulle statistiche fiscali africane. Nel monitoraggio annuale anche Ciad, Lesotho, Malawi e Namibia

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È sempre più completo il rapporto Ocse Revenue Statistics in Africa. L’edizione 2020, disponibile dal 12 novembre scorso, include infatti per la prima volta Ciad, Lesotho, Malawi  e Namibia. Il documento fa il punto sulle principali tendenze fiscali in Africa dal 1990 al 2018 e rivela che, rispetto al 2017, il rapporto fra entrate e Pil cala dal 17,2% al 16,5%. Non si tratta però di una contrazione particolarmente significativa, perché dovuta essenzialmente all’incremento del numero dei Paesi monitorati, che passa da 26 a 30. Il nuovo rapporto va oltre l’analisi delle entrate dei Paesi africani risalenti a due anni fa, per offrire un primo spaccato del devastante impatto socio-economico e fiscale del Covid-19 sul continente africano. 

L’Africa e gli altri 
In Africa in rapporto fra entrate e prodotto interno lordo (16,5%) rimane basso in paragone ad altre aree del globo, per esempio – spiega il documento – rispetto all’America Latina e Caraibi (23,1%) e all’intera area dei paesi Ocse (34,3%). Ad ogni modo all’interno del continente si riscontrano grosse differenze fra Paese e Paese. Il rapporto fra entrate e Pil va infatti dal 6,3% della Guinea Equatoriale e Nigeria al 32,4% delle Seychelles, con solo quattro Paesi che oltrepassano la soglia del 25% (oltre alle Seychelles Marocco, Tunisia e Sud Africa).

Le imposte indirette trainano il fisco africano 
Ma qual è la principale fonte di gettito in Africa? Secondo quanto rilevato dal rapporto, le imposte su beni e servizi rappresentano il 51,9% delle entrate nel continente, con l’Iva che da sola arriva al 29,7% della torta fiscale. Naturalmente anche in questo caso la percentuale varia da Stato a Stato. Le entrate relative a beni e servizi vanno infatti dal 39,7% della Tunisia al 76,3% del Togo. Nel continente africano è inferiore, rispetto ad altre aree del globo, la fetta delle entrate relativa alle imposte sul reddito delle persone fisiche e ai contributi previdenziali, che complessivamente ammontano al 24,7% del gettito e non raggiungono nemmeno la metà della media Ocse (49,9%). Le statistiche del rapporto Ocse confermano quindi la centralità delle imposte indirette, rispetto a quelle dirette, nel prelievo fiscale in Africa. Fanno eccezione le politiche fiscali di 9 Stati su 30, in particolare quelli che costituiscono l’Unione doganale dell’Africa meridionale, in cui le imposte sul reddito e sui profitti rappresentano la quota principale del gettito fiscale totale. 

L’impatto economico del Covid-19 sul continente  
L’impatto della pandemia è stato enorme anche per l’economia africana, dopo 25 anni di sviluppo lento ma costante. Come osserva il rapporto, previsioni di crescita moderata, attorno al 4% del Pil, hanno fatto spazio a una recessione economica dovuta agli effetti del Covid-19. La Banca Mondiale, citata nel documento, stima un calo della produzione compreso fra 37 e 79 miliardi di dollari con la conseguente perdita di oltre 19 milioni di posti di lavoro (dati della Commissione economica per l'Africa delle Nazioni Unite).
Sono chiare, anche se non ancora contabilizzate, le conseguenze sul fronte delle entrate. Il calo dei prezzi e della domanda di materie prime – osserva L’Ocse – hanno provocato una contrazione del gettito e quindi delle risorse disponibili per affrontare l’emergenza, con i governi che “non sono stati in grado di provvedere alle loro popolazioni più vulnerabili durante i blocchi per combattere e controllare la diffusione del Covid-19”. Altrettanto imponente – si legge nel rapporto – è stato l’effetto per le imprese che hanno subito gli effetti dei provvedimenti di contenimento, “con pochi paesi africani che hanno messo in campo pacchetti di stimolo per consentire al settore privato di sopravvivere. Ciò si tradurrà probabilmente in un calo delle entrate fiscali relative ai redditi delle società e delle persone fisiche”.

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