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Attualità

Nella Ue il fisco “pesa” più che altrove

Ad affermarlo la Commissione europea che ha comparato il valore della pressione fiscale nei 27 Stati membri

Secondo il Rapporto 2008 “Tendenze Fiscalità nell'Unione europea - periodo 1995-2006”, presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, la pressione fiscale, nel 2006 (l'ultimo anno per il quale sono disponibili dati dettagliati) è aumentata del 39,9 per cento sul Pil. Il valore della pressione fiscale nei 27 Stati membri dell'Unione europea, analizzato nell'ultimo Rapporto della Dg Taxud e dell'Eurostat della Commissione Europea, è considerevolmente alto: 12 punti in percentuale sopra i valori registrati negli Stati Uniti e in Giappone. È alto in confronto non soltanto a questi due Stati ma in generale. Infatti tra gli Stati non europei e membri dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, soltanto la Nuova Zelanda registra una pressione che eccede il 35 per cento del Pil. Il rapporto, presentato nei giorni scorsi dalla Direzione Fiscalità e Unione Doganale della Commissione europea e dall'ufficio statistico dell’Ue, evidenzia come l’Unione europea sia una delle aree più tassate al mondo per la forza dell’incremento della pressione fiscale nel 2006 e per il coinvolgimento di una larga maggioranza di paesi dell’Unione europea.

Panoramica fiscale nell’Unione europea 
Analizzando in dettaglio i dati di tutti i 27 Stati membri relativi all’anno 2006, è possibile constatare che non in tutti i Paesi la pressione fiscale è alta; infatti 10 Stati Membri (Bulgaria, Estonia, Irlanda, Grecia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia) mostrano valori al di sotto del 35 per cento del Pil. Le differenze nei livelli di tassazione nell’Unione sono abbastanza marcate: la complessiva pressione fiscale oscilla, infatti, con più di 20 punti in percentuale del Pil, dal 49,1 per cento in Danimarca al 28,6 per cento in Romania. Nell'area euro dei 15 vecchi Stati membri, la pressione tende a essere leggermente più alta che nei nuovi 12 (40,5 per cento paragonata al 30,9 per cento nella media ponderata); con qualche eccezione come per esempio la Grecia e l’Irlanda che hanno 7 punti percentuali in meno della media dei 27. Complessivamente nel 2006 la pressione fiscale è scesa in 10 Paesi e aumentata in 17. In Lussemburgo e in Slovacchia è stato registrato il più forte ribasso mentre in Irlanda e in Italia il più forte aumento.

Il confronto tra sistemi e politiche fiscali
Il Rapporto fornisce anche un accurato confronto dei sistemi e delle politiche fiscali tra gli Stati membri. In alcuni Paesi la decentralizzazione è un aspetto importante della situazione fiscale. I dati del 2006 mostrano che la quota delle entrate fiscali raccolte a livello statale e locale rimane una tendenza in salita.

Tasse sul lavoro e sul capitale
Le tasse sul lavoro rimangono la più grande fonte di gettito fiscale, rappresentando quasi la metà del totale delle entrate fiscali nella Ue a 27. Infatti sono aumentate e sono arrivate fino al 34,8 per cento nel 2006. Per le tasse sui consumi, invece l'incremento è stato marginale, dal 22 del 2005 al 22,1 per cento del 2006. L'aliquota dell'imposta sul capitale nella Ue a 27 è salita dal 26,8 per cento (2005) al 29 per cento (2006): la più alta è in Irlanda seguita dalla Danimarca. L'aliquota dell'imposta sul reddito delle persone fisiche registra percentuali molto alte in Danimarca (59 per cento), Svezia (56,6 per cento) e Olanda (52 per cento).

Trend in Italia
Dal Rapporto si desume che la pressione fiscale italiana è stata del 42,3 per cento nel 2006. Questo dato eccede sia la media dell'intera Unione, di 5,1 per cento che l'area euro, di 3,9 per cento. Il peso fiscale del 2006 si colloca come il sesto più alto nell' Unione europea. La quota delle tasse indirette rispetto al Pil si avvicina alla media della UE a 27 mentre le tasse dirette sono più alte della media dell'Unione (14,5 per cento contro il 12 per cento della media europea). In particolare per le tasse indirette, l'Iva e le accise sono ben al di sotto della media della Ue, ma sono controbilanciate da tasse indirette più alte sui prodotti. Considerando l'intero periodo analizzato (1995-2006), la pressione fiscale è rimasta comunque sopra il 40 per cento. Essa ha raggiunto il massimo nel 1997, arrivando al 43,7 per cento.

Previsioni 2007 e 2008
Concludendo, nel confronto di lungo termine (1995-2006) uno degli aspetti più interessanti è che, con l'eccezione della Slovacchia, gli Stati membri in cui si è verificata la maggiore variazione, sia verso il basso che verso l'alto, sono quelli che sono partiti da un basso livello di tassazione. Per quanto riguarda gli anni successivi al 2006, alcuni preliminari risultati statistici mostrano che, nel 2007 il totale delle entrate fiscali della Ue a 27 come percentuale del Pil è rimasto pressoché invariato, mentre le ultime previsioni della Commissione indicano un leggero ribasso nel 2008 e nel 2009.
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