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Attualità

Cooperazione fiscale internazionale:
confronto tra esperti e accademici

Presenti al meeting, oltre ai vertici dell’amministrazione finanziaria, autorità estere, studiosi, rappresentanti della Commissione europea, dell’Ocse e del mondo imprenditoriale

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Si è svolta oggi, presso la sede centrale dell’Agenzia delle entrate, la conferenza internazionale sul Joint audit, nata da un progetto congiunto tra l’Agenzia, il ministero delle Finanze della Baviera e le università di Bologna e Heidelberg (Germania). Un progetto che inaugura una stagione nuova all’insegna della collaborazione e dello scambio tra il mondo concreto delle amministrazioni fiscali, che si confrontano quotidianamente con l’implementazione di procedure e best practices al passo con i tempi, e il mondo accademico, dedito all’analisi e allo studio di meccanismi complessi e a forte connotato tecnico, come le verifiche congiunte (Joint audit).
Hanno preso parte all’evento, oltre ai vertici dell’amministrazione finanziaria, rappresentanti di autorità fiscali estere, della Commissione europea e dell’Ocse, del mondo accademico nonché imprenditoriale.
 
Il progetto Joint audit
Il progetto Joint audit nasce nel 2012 con la sottoscrizione di una lettera di intenti tra l’Agenzia delle entrate e l’Amministrazione fiscale bavarese per il rafforzamento della cooperazione amministrativa, a seguito di un attento e costante esame delle realtà imprenditoriali del nord Italia nelle transazioni transfrontaliere tra l’Italia e la Baviera.
Dopo questa prima fase, che ha visto originariamente coinvolte la regione Veneto e la Baviera, il progetto si è ulteriormente esteso ad altre imprese e direzioni regionali dell’Agenzia delle entrate (Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Province autonome di Trento e Bolzano). Questo rapporto di collaborazione è stato consolidato con la sottoscrizione di due protocolli di intesa (Memorandum of understanding), volti a rafforzare la cooperazione fiscale, al fine di realizzare una più efficace lotta all’evasione nonché, nel caso, una più celere eliminazione di eventuali doppie imposizioni. Grazie all’evoluzione del progetto sono stati conclusi con successo diversi controlli congiunti.
 
Il progetto Joint audit, prettamente operativo, è integrato dalla ricerca accademica svolta congiuntamente dalle università di Bologna e di Heidelberg, che ha posto al centro del proprio approfondimento il quadro giuridico-normativo di riferimento, sia nazionale (italiano e tedesco) che comunitario. Particolare attenzione è stata rivolta, nel corso della ricerca, alla tutela dei diritti dei contribuenti coinvolti nella procedura di Joint audit, soprattutto per quanto attiene i meccanismi afferenti il consenso del contribuente e la fase dell’iniziativa.
Tra gli altri aspetti valutati da parte degli accademici, di particolare rilievo sono l’individuazione delle norme procedurali applicabili all’attività di controllo svolta dai funzionari di un’amministrazione fiscale oltre i confini nazionali, l’accessibilità delle informazioni contenute nel Memorandum of understanding, nonché l’utilizzabilità delle informazioni e della documentazione raccolte nell’ambito dell’attività amministrativa e di un’eventuale attività giurisdizionale.
 
In cosa consiste il Joint audit
Il rapporto Ocse del 2010 definisce il Joint audit la collaborazione tra due o più giurisdizioni al fine di formare un unico nucleo di verifica, per esaminare problematiche o transazioni riferibili a uno o più soggetti passivi correlati, siano essi persone fisiche o giuridiche, aventi attività imprenditoriali transfrontaliere.
 
Alla base dell’attivazione della procedura vi è la volontarietà dei Paesi nel prendere parte alla verifica congiunta, svolta da un team di verificatori, composto da funzionari provenienti da ciascun Paese coinvolto, con qualifica di autorità competente allo scambio di informazioni. Il contribuente, contestualmente fornisce, a tutti i rappresentanti degli Stati partecipanti, le informazioni rilevanti ai fini della definizione della sua posizione fiscale.
 
In sede Ue, la base giuridica è costituita dalla direttiva sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale, che autorizza le verifiche simultanee e la presenza dei funzionari esteri negli uffici amministrativi e durante le indagini svolte in un altro Stato. I trattati bilaterali e la convenzione multilaterale sulla mutua assistenza amministrativa in materia fiscale, rappresentano invece la base giuridica a livello internazionale (extra Ue).
 
Gli interventi
In apertura dei lavori, il direttore dell’Agenzia, Ernesto Maria Ruffini, ha sottolineato l’importanza del cambiamento di approccio del fisco italiano nei confronti dei contribuenti, improntato al dialogo e alla compliance, in una strategia di emersione delle basi imponibili e di tax certainty, in linea con gli obiettivi Ocse-G20, concretizzati nelle azioni Beps. Ed è proprio in questa visione innovativa che si inserisce il progetto Joint audit, iniziativa italo-bavarese, ma anche starting point di ulteriori progetti internazionali volti al rafforzamento della cooperazione.
  
A seguire l’intervento del direttore del dipartimento delle Finanze, Fabrizia Lapecorella, di Ekkehart Reimer, direttore dell’istituto di Finanza e Legislazione fiscale dell’università di Heidelberg, che ha illustrato i risultati del progetto di ricerca sul Joint audit.
 
Gli aspetti operativi delle verifiche fiscali transfrontaliere sono stati approfonditi da Thomas Eisgruber, responsabile del dipartimento per gli affari internazionali del ministero delle Finanze della Baviera, e Vito Furnari, responsabile dell’ufficio Indagini e Controlli della direzione centrale Accertamento, congiuntamente alla responsabile dell’International tax centre del ministero delle Finanze della Baviera, Eva Oertel. Il focus ha puntato sugli aspetti tecnici più rilevanti del Joint audit, messi a confronto con altri strumenti utilizzati per evitare o dirimere le controversie tra Stati in materia di fiscalità internazionale.
 
Nel pomeriggio, al centro del panel di discussione, l’evoluzione dei rapporti tra le amministrazioni fiscali e tra queste e i contribuenti. Al dibattito, hanno partecipato il responsabile della divisione International co-operation and tax administration dell’Ocse, Achim Pross, il responsabile dell’ufficio Direct tax policy and cooperation della Commissione europea, Tom Neale, nonché i delegati di alcune amministrazioni fiscali, tra cui l’amministrazione norvegese e olandese. Al panel ha preso parte, inoltre, la responsabile del dipartimento Politiche fiscali di Confindustria, Francesca Mariotti, e il capo settore Contribuenti di maggiori dimensioni dell’Agenzia, Michele Andriola.
I lavori sono stati conclusi dal direttore Accertamento, Aldo Polito, che ha seguito sin dall’inizio il progetto Joint audit, inaugurando a Milano, nel luglio del 2016, la prima sede condivisa con l’amministrazione fiscale bavarese.
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