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Il Belgio ricomincia da tre con il richiamo Ue

La Commissione europea ha inviato tre richieste formali volte a modificare alcune parti della legislazione che violano il Trattato Ce

La sede del Parlamento del BelgioOvvero la norma che penalizza i residenti con reddito  nazionale ed estero per le deduzioni personali e familiari, l’imposizione discriminatoria dei dividendi pagati da società estere a investitori privati belgi e quella in materia di imposta di registro nella regione delle Fiandre. La Commissione ritiene che in tutte e tre le circostanze si violi il Trattato Ce (soprattutto l’articolo 43 sulla liberta di stabilimento) e,  se il Belgio non dovesse rispondere in modo soddisfacente ai pareri motivati entro due mesi, l'organo comunitario potrà deferire, ai sensi dell’articolo 226 del Trattato, la questione alla Corte di Giustizia europea. Analizziamo nello specifico i tre casi contestati.

I residenti con reddito estero

Il Belgio, quando applica una Convenzione sulle doppie imposizioni, considera esentasse i redditi prodotti all’estero da parte di residenti belgi, ma li tiene tuttavia in considerazione ai fini della determinazione dell’aliquota d’imposta da applicare ai redditi belgi. Ciò comporta però una riduzione delle deduzioni personali e familiari spettanti. "La Corte di Giustizia – ha affermato il Commissario per la fiscalità e l’Unione doganale, László Kovács - ha indicato molto chiaramente come applicare le esenzioni nei sistemi di imposizione fiscale progressivi". Non garantire le giuste deduzioni a causa dei redditi prodotti all’estero, secondo la Commissione, viola contemporaneamente il diritto di ogni cittadino europeo di muoversi e soggiornare liberamente all’interno del territorio dell’Unione (articolo 18 del Trattato Ce), la libera circolazione dei lavoratori (articolo 39), l’articolo 43 sulla libertà di stabilimento e le previsioni corrispondenti dell’accordo sullo Spazio economico europeo.
I dividendi in entrata
Gli investitori privati belgi che percepiscono dividendi interni (pagati da una società nazionale a un azionista belga) versano l’imposta finale trattenuta dalle imprese oppure sono tassati con un’aliquota sui redditi speciali. Invece i dividendi in entrata (pagati da una società estera a un azionista belga) sono, dapprima, soggetti a una trattenuta fiscale del 15 per cento nello Stato di provenienza, sulla base della Convenzione sulle doppie imposizioni tra il Belgio e lo Stato in questione, quindi sono soggetti all’imposta sui redditi belgi con l’aliquota sui redditi speciali del 25 per cento. Il risultato è che i dividendi in entrata sono tassati più pesantemente rispetto ai dividendi interni, violando allo stesso tempo gli articoli 43 e 56 (libertà di movimento dei capitali) del Trattato Ce.

L’imposta di registro nelle Fiandre
Le Fiandre concedono una riduzione dell’imposta di registro sull’acquisto di una casa pari alla somma dell’imposta di registro pagata precedentemente per un'altra casa, situata nella stessa regione; le imposte di registro pagate in altri Stati membri, invece, non consentono di usufruire di questa riduzione. In pratica un cittadino proveniente da un altro Stato membro che si trasferisce e compra casa nelle Fiandre non otterrà alcun credito per l’imposta di registro pagata acquistando precedentemente una casa nel suo Paese di origine mentre un residente delle Fiandre che trasloca da una casa all’altra otterrà questa agevolazione fiscale. Secondo la Commissione il rifiuto di concedere crediti per le imposte di registro straniere rappresenta una restrizione per i cittadini europei che vogliono trasferirsi nelle Fiandre e comprarvi casa, contravvenendo agli articoli 18, 43 e 56 del Trattato Ce.
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